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martedì 20 dicembre 2016

LA UE ORMAI COME CHERNOBYL



Tra la inconsapevolezza della "massa" e gli intenti delle élite anti-Stati si è formato un gap tale da portare le due "sfere" a vivere in due mondi totalmente separati ma paralleli.
Il mostro delle lobby politico-finanziarie si è così ampliato che ormai si nutre di se stesso in modo spasmodico, avidamente convulso, senza nemmeno più una logica schematica, ma che verte costantemente verso un'unica meta: la distruzione degli Stati e delle identità finalizzata a dominio e predazione.

Tale scenario evidenzia una perdita di controllo sia verso l'alto che verso il basso (élite / popolazioni). Le élite della UE, in particolare quell'esercito di ben trentatremilacinquecento burocrati-lobbisti che costituisce il "cuore" della Commissione Europea (per figure spietate la parola cuore suona alquanto sarcastica) mi sembrano come quei tecnici di Chernobyl che venivano sopraffatti dal loro stesso sistema ormai fuori controllo, ormai inarrestabile. Ma, mentre i tecnici sovietici compresero che avevano commesso una follia nell'insistere sul tenere attivo un impianto così micidiale quanto pericolosamente inadatto, i signori dell'eurocrazia non mostrano alcun segno di ravvedimento. Anzi continuano ad alimentare la follia eurocratica con barre d'uranio arricchito di un letale mainstream.

Alla base del tetro scenario invece si riscontra un popolo ancora troppo inconsapevole, disorientato e manipolato, che subisce il tutto senza comprendere l'esatta fonte del disastro. La gente, come in ogni situazione di panico generale, cerca di aggrapparsi a qualsiasi spiegazione, qualunque risposta a portata di mano, magari quella più diffusa. Ecco che è proprio qui che entra in gioco la manipolazione mediatica, il mainstream architettato e manipolato delle élite. La colpa è del popolo inefficiente, non abbastanza moralizzato, quel popolo che necessita di urgenti riforme. La colpa è dei giovani choosy e mammoni. La colpa è dell'ultra-tradizionale ragù di mammina. Voi che amate l'Italia: siete dei miseri populisti.

Ne consegue che la gente pur di uscire dal dramma, pur di vedersi in contesti diversi tende ad accettare inconsapevolmente qualsiasi colpa e proposta di cambiamento, anche autolesiva (#BastaunSì) per ritrovarsi poi ancor più piantata nelle mortali sabbie mobili della UE.

I popoli hanno ancora qualche speranza per agire, per non far superare quel punto di "non ritorno", quel disastro che potrebbe avverarsi e per il quale occorreranno generazioni e forse secoli per rimediare alla catastrofe subita, proprio come nel 26 Aprile del 1986 a Chernobyl.

Invito gli italiani a smetterla di concentrarsi sulle dispute da pollaio ma di focalizzarsi con lo sguardo oltre confine. Le atrocità del manifesto di Ventotene, vendute come un "fogno" miracoloso vanno ripudiate fermamente. Il nostro nemico non sta a destra o a sinistra, è un nemico straniero avido e spregiudicato, ha sedi a Bruxelles e Francoforte e si serve di vili traditori che vivono tra noi, travestiti da agnelli e molto spesso hanno la mantellina di color rosso, rosso sangue.
Alle prossime elezioni cercate le risposte altrove e non sulla stampa e in Tv, sceglierete meglio, molto meglio.


 Viva l'Italia, viva gli Italiani, quelli veri.

Carlo Botta                 

venerdì 16 dicembre 2016

RIFORMA DELL'EDITORIA E DELL'INFORMAZIONE


Il pilastro su cui si basa ogni democrazia è: l’informazione libera e corretta. Finché la finanza e le lobby dominano e manipolano l’informazione, la vera democrazia resterà sempre illusoria. In Europa e, in particolare in Italia, l’inganno della cessione di democrazia attraverso le cosiddette “riforme” e trattati UE, è stato possibile soprattutto attraverso la manipolazione mediatica. Una manipolazione ingannevole che si perpetra da decenni. Con crescente ossessione vengono diramate le solite distorsioni di una realtà che nasconde acclarate menzogne. Non vi è nella storia un solo regime anti democratico che non abbia prima agito sulle leve del “credo popolare”; l’ultimo aberrante inganno di massa è sicuramente quello che ci ha portati ad esser schiavi delle oligarchie eurocratiche e delle lobby finanziarie (proprietarie o ai vertici della quasi totalità dei media). Ecco che per una riconquista delle libertà perdute e di una compiuta democrazia resta necessario ripristinare l’informazione, blindandola inoltre da futuri tentativi di influenza da parte dei “gruppi di pressione”. Nessun provvedimento, a mio modesto avviso, è più urgente e fondamentale in Italia di quello qui trattato. L’Italia oggi evidenzia la peggiore informazione in termini di libertà e correttezza nella classifica dei paesi sviluppati (OCSE). Quando dico peggiore intendo dire letteralmente ultima! Mentre nella classifica mondiale la nostra informazione oscilla dal settantesimo all‘ottantesimo posto, una catastrofe che non si era manifestata nemmeno ai tempi della dittatura del pre-repubblicana. 

LO STATO DEL NOSTRO GIORNALISMO
La crisi (il disastro dell’austerità voluto e studiato a tavolino) ha influito e facilitato non poco la drammatica “informazione” italiana. Grazie a questa austerità, le lobby hanno potuto agire in modo ulteriormente facile. Vi riporto come esempio quello relativo alla carta stampata. Il funzionamento dei quotidiani si basa soprattutto sulle voci che seguono.
COSTI PRINCIPALI: stampa, distribuzione e redazioni.
INCASSI: Vendita attraverso le edicole e gli abbonamenti, raccolta pubblicitaria, contributi alla pluralità dell’informazione (dallo Stato)

I CROLLI AVVENUTI
  • Redazioni impoverite di esperienza e di “spessore” rimpiazzate da eserciti di free-lance sottopagati e tenuti costantemente sul fino di lana del precariato selvaggio
  • Crollo della raccolta pubblicitaria annua, circa il 40% meno rispetto al 2011
  • Crollo delle vendite e degli abbonamenti (anche grazie all’espansione dell’informazione free on-line).
Questa sintesi illustra la grave situazione in cui versano le testate ed è evidente che le linee editoriali sono facilmente influenzabili, ad esempio, imponendo ai free-lance la dottrina imposta dai capo-redattori asserviti (pena immediato isolamento/licenziamento o mobbing). Negli ultimi anni si è riscontrato inoltre una maggiore imposizione delle linee dettate dagli esecutivi delle governances, in quanto il contributo statale diviene di fatto vitale ed irrinunciabile per i giornali. I contributi statali, se da una parte alleggeriscono i disagi del crollo della raccolta pubblicitaria, dall’altra conferiscono un peso pericoloso agli spin delle lobby politico-finanziarie.

LE BASI DELLA MANIPOLAZIONE
Da sempre le credenze popolari del "falso" si formano attraverso due fattori: 
1- ripetizione della menzogna, inculcata inizialmente come risposta a domande che la massa non si pone, ma che nel momento in cui il contesto “interessato” necessita di una "favorevole" considerazione pubblica, ecco che la risposta già risiede ben radicata nelle convinzioni del popolo.
2- Attraverso la limitazione di tesi e prospettive alternative, costruendo sulla menzogna una sorta di dogma indiscutibile, un po' come la Fede nell'ambito clericale.
Nello scrivere questo post mi viene naturale andare con la mente al diabolico ed articolato progetto comunicazionale legato alla utopica Unione Europea e all’anomalo Euro. 

L’utopia della UE l’ho già espressa QUI, mentre sull’Euro credo sia già stato illustrato da voci autorevolissime quanto basta per scegliere se schierarsi dalla parte del male o dalla parte del popolo. Aggiungo solo che per attuare l’Euro hanno dovuto stravolgere i piani didattici di molte facoltà di economia per decenni, inoltre hanno stravolto sapientemente il lessico tecnocratico da divulgare attraverso i media, fino a costruire una distorta realtà nell’immaginario della gente su temi legati ad esempio a: debito pubblico, inflazione, svalutazione, spread, monetarismo ecc.
In aggiunta alle distorsioni si evincono inoltre molte omissione, infatti i malfattori hanno evitato ogni chiarimento sulle differenze tra valore del bene (prezzo) e lo strumento che lo misura (moneta), non ultime le differenze tra moneta e valuta, differenze intese come: tra la spesa interna e le interazioni valutarie che interferiscono solo, ripeto solo, negli scambi con l’estero e mai con il panettiere sotto casa. Insomma il piano attuato è ormai evidente in tutta la sua diabolica malafede.

Per questo ed altro si sente la necessità di dare priorità assoluta alla attuazione di una riforma dell’informazione, pubblica e privata.

Premetto che sono favorevole ai contributi di Stato che incentivino la pluralità dell'informazione, ma, a mio avviso, questo incentivo deve essere totalmente riformato.

PUNTI PROPOSTA PER RIFORMA DELL'INFORMAZIONE
1- Abolizione Ordine dei Giornalisti

2- Istituire una Authority di Vigilanza dell'Informazione, pubblico - privata. La CVI si rinnova ogni due anni e non consente rinnovi di mandato ai componenti. Essa verifica e disciplina la corretta informazione, in particolare sulla veridicità di dati e fattori riscontrabili attraverso centri di ricerche ed istituti come ad esempio: ISTAT, CNEL, Ragioneria dello Stato, INPS, Banca d'Italia e altri Enti selezionati, sia pubblici che privati,  al fine di evitare linee editoriali strumentali e continuative non corrispondenti alla realtà dei fatti e alle reali dinamiche economiche che possono divenire fattore di disinformazione e di disorientamento verso il pubblico sui vari trend statistici.

3- Abolizione dei contributi statali ai giornali e media di partiti politici, essi dovranno autofinanziarsi con il già esistente "Contributo pubblico ai partiti politici".

4- Gli organi che disciplinano la libera e corretta informazione e che tutelano il pubblico / cittadino (tutela ad oggi totalmente assente) avrà facoltà di sanzionare o sospendere i contributi dello Stato ai giornali /media che adottano linee editoriali ed informazione non corretta e strumentale, con fini diversi dallo scopo dichiarato.

Seguono punti concernenti:
- Riforma informazione Rai
- Regolamentazione Comunicazione Elettorale
- Regolamentazione Trasparenza Comunicazione finanziaria (banche, assicurazioni, finanza)
- Regolamentazione dei flussi di giudizi delle agenzie di rating
- Regolamentazione sul massimo possedimento media e anti monopolizzazione
- Proposta di legge su "reato omissione di fatti" di rilevanza strutturale verso la società pubblica

continua…





giovedì 1 dicembre 2016

MILIONI APPARSI DAL NULLA, ANZI DAL SI'

BASTA UN SI'…MA SOPRATTUTTO BASTANO TANTI FINANZIERI


Mai prima d''ora s'era vista una campagna così articolata, asfissiante e martellante come quella messa in atto dalla "lobby" pro-Renzi. Oltre al consulente USA Jim Messina, l'ex spin doctor della campagna di Obama, al quale Renzi ha elargito ben 400.000,00 €uro (mi limito alla cifra ufficialmente dichiarata) le azioni di propaganda hanno letteralmente invaso ogni spazio e mezzo, outdoor con affissioni capillari, spot Radio, Tv, giornali, internet-banner, spot youtube, FB, TW, comitati on-line, comitati per eventi di piazza, mailing nazionali, direct marketing a livello mondiale, campagne redazioni, uffici stampa territoriali, nazionali ed esteri, presenze in talk show, pop-up pages che ti escono anche dalle previsioni del tempo, dai brani musicali e probabilmente anche dai siti per adulti. A tutto ciò aggiungiamo stampa per milioni di kit propaganditici. Solo per gli italiani all'estero (i cui indirizzi però sono stati negati al fronte del NO) sono stati stampati oltre 4 milioni di kit (media 2 € cad= 8milioni di €), con busta affrancatura ecc, agenzie pubblicitarie e di media buyer, agenzie di grafica, attacchini, miriadi di tipografi e rotative, personaggi di spicco del governo (con scorta a seguito) in continuo tour in lungo e in largo per la penisola italica, delegazioni mandate in tutto il mondo, fra cui la Boschi con suo entourage, comizi, trasferte in aereo superlux, trasferte in elicottero, affitto sale congressi, gadget e merchandising… studi di research e sondaggi, e molto altro ancora.

Facendo due conti e sapendo che, ad esempio, Cocacola spende circa 50 milioni di euro annui in Italia (limitandosi a spot Tv, merchandising e web), in gran parte concentrandosi in due momenti stagionali, per il solo mantenimento della quota ricordo - QR (secondo l'equazione qui di seguito riportata), ho provato a divertirmi ad ipotizzare le risorse messe in campo dal fronte del Sì che, a sua volta, non deve consolidare una quota ricordo, ma bensì scalzare le considerazioni avverse del NO e addirittura tentare di ribaltare pronostici non favorevoli. Si ipotizzano decine e decine di milioni di euro. 




Come si fa a non andare con la mente al mantra comunicazionale che recita da mesi la lobby del Sì? Essi stanno puntando molto sul concetto "risparmio, ottimizzazione, ecc". Bene cari amici vi posso garantire che il fantomatico risparmio che lorsignori berciano a squarciagola in merito al nuovo pseudo-senato (secondo Corte dei Conti ca. 47 milioni € annui) equivale a briciole rispetto a quanto Renzi & C. stanno spendendo!! 

Devo sottolineare che in termini di budget e di occupazione di "spazio/tempo" sui media, mai come in questa aspra campagna si era visto un divario così palese e sproporzionato. In effetti è come se il  fronte del NO fosse andato in guerra con le cerbottane armate di coppetielli di carta (mio ricordo d'infanzia) per contrastare i carri armati tedeschi dell'esercito €uro-Renziano.




Non vi sembra un paradosso? Fare una campagna per convincere la popolazione che €ssi vogliono ottenere il risparmio e, allo stesso tempo, si scopre che la campagna costa molto di più del risparmio che essa stessa vuole enunciare. Perchè? Fatevela questa domanda, che senso ha tutto ciò? Perchè scendono in campo i giornali dell'alta finanza e lobbisti nostrani e stranieri?  La lobby dei delocalizzatori anti MadeinItaly Confindustria ad esempio. Come mai? Insomma risiamo in una situazione simile a quella recentemente consumatasi in USA, dove da una parte c'era il popolo americano deluso e stremato da una crisi creata dagli speculatori finanziari e dall'altra la stessa finanza speculatrice che tifava contro Trump. Basterebbe guardare la ferocia di questa campagna (dei TG RAI scandalosamente schierati) e la cricca che la supporta a suon di milioni per far insospettire anche il più ingenuo degli italiani. 

Risalta palese la ormai mesta ritirata da parte di Berlusconi (a dire il vero è dal 2013 che è così) che lascia da troppo tempo la scena libera a Renzi ed al PD, complici di tale disfatta anche le redazioni "appecorate" di tutta la sfera Mediaset. Il tecnico Josè Mourigho direbbe  «Non c'è partita», il rapporto è 10 a 0,1.

Aspetto il 5 dicembre, aspetto di rivedere i mezzobusto dei Tg piangere come quelli "amerikani" e inglesi.
Carlo Botta - Twitter page: @BottaAdv

  



venerdì 30 settembre 2016

LA €U E IL FURTO DI IDENTITA'

LA DISINFORMAZIONE E IL FURTO D'IDENTITÀ



Cari amici oggi voglio dedicare un post su questioni a me più familiari. La manipolazione e gli errori dei politici che si ostinano a protagonismi autodistruttivi.
Come già annunciai nel 2013, l'Italia (ma anche la UE) avrebbe visto una fase in cui, superata la soglia del 15% di cittadini consapevoli, in cui si sarebbe innescata una escalation di pareri e forze contrarie a questa finta Europa. In effetti la popolazione avrebbe quantomeno intuito il "furto  di identità"  da parte di famelici impostori rispetto a ciò che è veramente l'Europa. Infatti se ci pensate bene chi è nato in Italia, Spagna, Grecia, Francia è più europeo di qualsiasi "U€"; per quale stramaledetto motivo dovrebbe diventare europeista? Lo capirei se tale sentimento di appartenenza venisse promosso verso un islamico, un americano o verso un asiatico, ma che cavolo c'entriamo noi europei?


In realtà i fautori dell' "Europeismo" sono proprio coloro che rappresentano l'antitesi dell'Europa. Essi non sono altro che dei "camerieri" al servizio di gruppi pressione che "risiedono" in un condominio a Bruxelles. "Essi" non sono l'Europa! L'Europa siamo noi, sono i popoli delle nazioni di questo antico continente (antico e non "vecchio continente"), le nostre arti, il multiculturalismo millenario, i nostri monumenti, tradizioni e le nostre storie: patrimonio unico al mondo. Questa è l'Europa. Ora se vi chiedessi quando leggete o sentite «Ce lo chiede l'Europa», vi verrebbe per caso in mente la raffigurazione di fratelli greci o francesi che vi chiedono dei sacrifici? Oppure, vi è mai balenata nella fantasia la raffigurazione della Gioconda o del Colosseo che vi stanno chiedendo qualcosa a favore di tali patrimoni? No! Ammattiamolo, fino a qualche tempo fa non vi si raffigurava proprio nulla; l'idea era legata ad un'entità astratta. Ad una specie di sogno (fogno direbbe il Prof. Bagnai), una sorta di valle dell'Eden inventata. Infatti le "regole" ve le hanno sempre chieste (a dire il vero: imposte) alcune entità a voi sconosciute, mai elette e mai lodate, entità che nutrono un unico intento: distruggere l'Europa!


Il condominio di Bruxelles ha chiari obiettivi di distruggere soprattutto quei valori di cui sopra, quelle radici che limitano quella fluttuazione culturale che serve al dominatore / manipolatore. Essi si prodigano ad azzerare tutte quelle tutele, non solo democratiche, che ostacolano i target di sottomissione dei singoli popoli agli interessi esterni. Il tutto non è altro che un piano condito da famelici appetiti e sfrontate depredazioni deciso sempre in quel stramaledetto condominio dove a capo di tutto ci sono i cosiddetti "gruppi di pressione" che usano come arma la Commissione Europea: una banda di 33mila burocrati senza scrupoli, direi disumani!
Ecco chi vi chiede le cose, non c'entra nulla l'Europa. L'Europa (noi) svolge soltanto il ruolo del pollo da spennare e l'Italia è il tacchino sacrificale più ghiotto e farcito.


I politici, come dicevo all'inizio del post, continuano a pesarsi tra loro; continuano a sfoggiare percentuali di consenso come i palmarés delle squadre di calcio. E' questo l'errore più grave, essi si ostinano a perseguire il target del consenso elettorale ai fini partitocratici e di gestione del potere, tralasciando invece la vera mission della politica: agire nel bene della collettività.


L'unica forza oggi in grado di sconfiggere questo gigantesco gruppo di pressione (politici collusi, finanza, mass media, magistratura, intellettuali comprati…) è una forza che attualmente non esiste. Serve una forza che intercetti trasversalmente la maggioranza degli italiani, lasciando fuori la sterile scemenza della destra e sinistra, degli onesti o spendaccioni, e via dicendo. Serve una forza di "responsabilità eroica" che si proponga con un mandato a scadenza. Una realtà rivoluzionaria che, volta liberata l'Italia, si faccia da parte. Insomma bisogna che i politici si svestano dalla casacca del club e indossino quella della nazionale italiana e sospendano gli obiettivi partitocratici per perseverare quelli della nazione. Pertanto i vari Salvini, Meloni, e altri, di ogni provenienza d'idee e culture politiche, dovrebbero rinunciare al protagonismo di club e mettersi di "lato" aiutando una leadership condivisa che sia priva di storia partitocratica e soprattutto non abbia un passato da "amministratore di potere" in modo da esser immacolata verso eventuali critiche su un operato più o meno condivisibile. In poche parole serve un esercito di "verginelle" che indossino non un semplice velo bianco ma il nostro Tricolore.




Quando quel giorno arriverà vorrò essere in prima fila nel vedere la sfilata di ammanettati che vengono portati in qualche aula bunker per essere giudicati per reati peggiori di quelli commessi dal nazismo. Camionette di Carabinieri che li vanno a prelevare dai loro sontuosi salotti, dai palazzi governativi, dalla sede della Banca d'Italia e così via, facendo una tappa anche in Senato a prelevare un paio di "vili venerabili a vita", le pedine della Trilateral. Voglio vedere il condominio di Bruxelles brulicare di colletti bianchi smarriti che abbandonano in fretta e furia con le loro scatoline contenenti gli effetti personali i vari uffici tenuti fino ad allora chiusi al pubblico; voglio vedere per la prima volta la loro faccia, vedere come sono fatti e chi sono. E questa volta sì che sarà legittimo il grido all'unisono "lo vuole l'Europa"!! Quella vera. 




martedì 12 luglio 2016

L'EURO E L'EUFORIA INGANNEVOLE DI MASSA


Chi persevera in ciò che crede quasi sempre alla fine la spunta. L'incubo che stiamo vivendo è qualcosa di surreale, più si matura consapevolezza sul reale stato delle cose, più ciò che ci circonda si rivela assurdo ed inaccettabile. Sto parlando dell'inganno del millennio. Mai nella storia si era riusciti a plagiare centinaia di milioni di persone con tale cinismo, disonestà, crudeltà. Qualcuno dirà «…e tutto ciò senza sparare un solo colpo», Bè questo non è del tutto corretto, gli eventi che stiamo vivendo e che man mano iniziano a rivelare il vero volto della tragedia, sono eventi che si avvicinano molto ad un vero e proprio genocidio. Solo in Italia si manifestano circa 6000 suicidi all'anno e buona parte di essi sono concatenati direttamente o indirettamente alle scellerate decisioni di austerità decise da farabutti in mala fede e da imbecilli imbambolati. Dall'entrata in vigore di certe eurofollie, in Italia si contano numeri drammatici ogni giorno di "autoeliminazioni" che sommati vanno oltre le centomila vite innocenti (dati ASL e Questure, confermati dalla stessa ISTAT che attualmente osserva il divieto governativo di pubblicazione, cioè osserva l'imposta censura).

Per spiegare bene l'inganno ci vorrebbe a dir poco una serie di libri che vedessero il tutto da una nuova angolazione, dalla prospettiva di un cittadino che ha capito. Mi riferisco a concetti inediti che esulano dalle note divulgate da accademici, giuristi e da economisti. Ma per dare un saggio esemplificativo di ciò che intendo, mi limito a parlare di un aspetto troppo trascurato concernente la moneta unica e la strumentalizzazione di massa attraverso la sintassi, cioè attraverso la sostituzione di alcuni termini con altri impropriamente abusati per decenni.

IL DRAMMA DELL'ORGIA ENTUSIASTICA COLLETTIVA
Per illustrarvi il mio pensiero vi riporto un'esperienza vissuta nell'82. L'Italia giocava contro la Germania la finale del mondiale in Spagna. Cabrini ad inizio partita sbagliò un rigore, ero nel bar in piazza e seguivo insieme a decine di iperadrenalinici tifosi quella memorabile finale. Alla fine battemmo per l'ennesima volta i tedeschi (3-1) e ci laureammo campioni del mondo. Dopo il triplice fischio dell'arbitro iniziarono nutriti e deliranti caroselli anche nella tranquilla Grosseto; immagino cosa sarà avvenuto in città come Napoli e Roma. Mentre ero in piazza a sventolare come tutti i ragazzotti la bandiera del tricolore, vidi che le auto invasero anche la ZTL del centro storico. I vigili urbani anziché multarle esultavano insieme agli automobilisti indisciplinati che avevano invaso la zona limitata al traffico e che, anzi, facevano il girotondo insieme alle auto, moto, jeep e furgoni ruotando intorno alla statua di Leopoldo di Lorena di piazza Dante.
Tutti, ma proprio tutti esultavano, ognuno sembrava in preda ad una crisi di euforismo estremo. Sembravano tutti drogati. Ad un tratto vidi nel "girotondo" una vecchia 500 completamente imbrattata con i colori a spry bianco, rosso e verde che tamponò violentemente una berlina nuova di pacca: una Super Mirafiori 2.500 dell'epoca. La piccola Fiat 500 con 7 o 8 ragazzi che sbucavano dal tettino con bandiere e trombe sfasciò letteralmente il fanale posteriore alla berlina danneggiandone anche il paraurti. L'uomo della Super Mirafiori scese a vedere il danno bloccando la bolgia del carosello. Anche dalla 500 uscì il giovane conducente indirizzandosi verso il cinquantenne tamponato che osservava il fanale a penzoloni. Prima che l'uomo dicesse alcunché, il giovane della 500 lo abbracciò come fosse il suo fratello maggiore urlandogli «Campioni del mondo, campioni del mondo!!» L'uomo all'inizio un po' perplesso si rilassò e sorridente disse «Cazzo io nemmeno lo seguo il calcio ma in Germania ci lavoro da emigrante, non sai come sto godendo nell'aver vinto proprio contro i tedeschi» Abbracciò il giovane della 500 ed i suoi scalmanati amici unendosi a loro e saltando urlava come tutti: «Campioni del mondo, campioni del mondo…» 


Ecco, la stessa cosa succede in mare quando un branco di squali si imbatte in una balena alla deriva. Dall'eccitazione gli squali, prima del banchetto, si mordono a vicenda, nessuno sembra sentire dolore, anzi sembra quasi che i morsi aiutino a controllare l'eccesso di euforia. Ogni squalo azzera il proprio istinto difensivo.

L'INGANNO DIETRO L'EUFORIA
Inizio millennio; l'Italia entra nel club della moneta privatizzata. Giornali, Tv, talk show da anni martellavano sulla necessità di non rimanere isolati (da cosa? Da chi?).  

EVVIVA LA MONETA PRIVATA
1- E' da folli e criminali promuovere come "necessità" la perdita del controllo della propria economia e del proprio sistema monetario per consegnarne le leve alle Divinità esterne di Bruxelles. 

SUA MAESTA' L'EUROFINANZA
2- Per una certa èlite era indispensabile doversi onorare del fatto che la finanza non fosse più al servizio del sistema paese e dei cittadini ma, al contrario, che finalmente paese e cittadini fossero messi al servizio della finanza e degli speculatori (reati da carcere a vita).

IL DIO SPREAD
3- Conferire l'onore agli italiani di potersi sentire tutti proni alla suprema ed indiscutibile entità santificata dello spread. Nei restanti paesi al mondo come anche nell'Italia della Lira, lo spread era temibile come la lista di pizze nei menù delle pizzerie. Oggi con lo spread si ricattano, a volte si ribaltano,  governi democraticamente eletti. 

LA MONETA CHE OBBLIGA TAGLIO DEI SALARI E DEI DIRITTI (sinistra e sindacati vergognosi traditori)
4- Insomma bisognava moralizzare il mondo, serviva dire basta con lo "scaricare" sempre sulla povera moneta gli aggiustamenti di competitività (fluttuazione valutaria del cambio flessibile), bisognava aggiustare le competitività con la eliminazione dei diritti dei lavoratori e finalmente sottoporsi ai fantastici ed educativi tagli dei salari. Anche se nel resto del mondo i rimanenti 200 sistemi monetari continuavano a funzionare come la nostra ex Lira, per i gegni di Bruxelles essi costituivano un'anomalia. Tutti i sistemi monetari del mondo, fuori dall'Euro erano una sorta di orrore da ripudiare, non era accettabile che una moneta servisse a moderare e "sfrizionare" le leve dell'occupazione e dell'inflazione. Fattori quest'ultimi per noi logici, civili e Costituzionali, invece per gli €uroimbecilli erano fattori immorali quanto la svalutazione competitiva (sapessero almeno cos'è!!). 
Non si può difendere l'€urofollia e allo stesso tempo proporsi come paladino  per i diritti dei lavoratori.
L'Euro è nato per distruggere i diritti dei lavoratori e soprattutto i salari. Ma la cosa più grave è che il "damping" è unidirezionale, vale a dire che diritti e fette di salario una volta persi non li avrete mai più indietro. SVEGLIA!!

A CHI RISPONDE L'EURO?
5- Per i gegni di Bruxelles, per i bokkoniani, così come per il gregge piddino è sempre stato irrilevante (o gelosamente nascosto) che nel resto del pianeta ogni moneta rispondesse ad un popolo e ad uno Stato. Per i detti babbei era sufficiente che la moneta rispondesse alle esigenze dei banchieri e dei creditori. Entità sovranazionali che hanno come scopo nella vita due cose su tutte: 
1- Creare debiti e debitori il più possibile
2- Fare in modo che la moneta restasse stabile e che non deteriorasse il credito da ESSI vantato versi i debitori, anche a costo di austerità, suicidi, disoccupazione, azzeramento della serenità e cancellazione di sogni e futuro per intere generazioni.

Lo so, lo so, starete pensando che i gegni eurofanatici questa questione non l'hanno svelata proprio in modo così chiara e veritiera. Però come possiamo non ricordare salami e mortadelle in piazza a sventolar la bandiera dei banchieri (fondo blu con 12 stelle gialle in cerchio al centro) tutti entusiasti davanti alle telecamere dei Tg locali, nazionali ed esteri. Ma un pensiero dedichiamolo anche al popolo italiano, quella gente che si era appena dissanguata per pagare la quota necessaria per entrare in quel "club". 
Tutti appassionatamente insieme ad applaudire quasi come in quel giorno d'estate dell'82.
A proposito, mister "mortadella" noto anche come il "sonnifero balbuziente di Bologna" disse che le prospettive di crescita e benessere erano tali che avremmo guadagnato di più, anche lavorando meno, e che il salasso per entrare nell'Euro sarebbe stato restituito al popolo attingendo dalle enormi ricchezze che da lì a poco si sarebbero concretizzate (qui però andrebbe aggiunto un sacrosanto: #Esticazzi!! Ma per pudore tralascio)…continua…
Dal Blog - Carlo Botta






giovedì 9 giugno 2016

CETA: IL NUOVO PERICOLO IN ATTESA DEL TTIP

Qual è il problema con CETA?

Siamo di fronte a un'altra minaccia. CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement ) è un affare simile al TTIP stipulato tra l'UE e il Canada. E questo mese David Cameron cercherà di attuare il 'fast track' (una specie di provvedimento legge urgente) in modo che diventi legge prima che il Parlamento di Westminster lo possa esaminare.

Tribunali aziendali

Come TTIP, CETA contiene un nuovo sistema giuridico, aperto solo alle società e agli investitori stranieri. Questo permetterà alle aziende canadesi di citare in giudizio il governo (in questo caso britannico) per 'ingiustizia' ogni volta che i loro profitti vengono considerati a rischio. Lo stesso vale per un gran numero di società americane che hanno interessi in Canada.

Ridurre gli standard di sicurezza in Europa

Lo scopo del CETA è quello di ridurre il regolamento per affari. Potrebbero venir meno a tutto campo le basi di tutele per cittadini, lavoratori, consumatori, ambiente ecc; in quanto ritenuti «ostacoli agli scambi». 

Una minaccia per i servizi pubblici

I servizi pubblici si ritroveranno a rischio a causa del CETA in quanto si perderà il pieno controllo dei servizi pubblici "affidati" ai privati (immaginate ad esempio l'acqua o la sanità).

CETA è una minaccia per l'ambiente

Verranno legalizzati usi di idrocarburi altamente inquinanti attualmente proibiti in Europa oltre ad alzare i livelli di tolleranza di inquinamenti in più campi (che si manifesteranno appunto intolleranti per la salute e per l'ambiente)

Insomma questa Europa impone solo provvedimenti e direttive che, guarda caso, sono tutte, ripeto, tutte azioni che si vedono in netto contrasto con la nostra Costituzione, ma soprattutto in contrapposizione con le esigenze e le volontà dei cittadini. Resta ovvio che quanto prima (spero presto) sarà illegale il solo difendere questi genocidi mascherati da Europeismo e da farlocchi fogni di "opportunità di nuovi scenari di libero scambio".
Con una corretta informazione non verrebbe più tollerata questa linea vile ed ingannevole di promozione della lobby UE. L'Europa siamo noi, tutto il resto è un condominio abusivo di Bruxelles ed un vergognoso compare a Francoforte.
Carlo Botta

giovedì 26 maggio 2016

TV E STAMPA COMPLICI DI REFERENDUM TRUCCATO

LA VERGOGNOSA MANIPOLAZIONE 

Lo sbilanciato orientamento dei media illustrato in modo scientifico. I cialtroni non possono questa volta sottrarsi alla scienza che trasforma la soggettività ingannevole in fattori oggettivi e numerici…(roba che alla Bocconi non ne hanno la benché minima idea)!! 



RAI MEDIASET LA7 e stampa varia si sono già tutti totalmente schierati dalla parte delle SCHIFORME RENZIANE. Eppure i tempi a disposizione e gli spazi concessi alle contrapposizioni del "pensiero unico" non basteranno nemmeno ad elencarli i 47 stupri (ben 47 articoli) Costituzionali. Abbiamo visto in passato che già per un solo articolo a volte servono mesi per creare una sufficiente consapevolezza popolare, figuriamoci per ora in cui vengono stravolti ben 47 articoli della Costituzione. 

Alcuni articoli chiari e ben esposti dai Padri Costituenti di allora, di appena 20 parole sono stati stravolti e violentati in sermoni di 500 e oltre termini a dir poco incomprensibili. Per equazione matematica il popolo si ritroverà a votare un qualcosa che non conosce e di cui non è minimamente informato (come già avvenuto per l'Euro e per i liberticidi Trattati UE). 

Il tutto verrà messo sul piano manipolatorio: 
«scegli se stare con il "rinnovatore" Renzi (in effetti distruttore e servo dei poteri dettanti) o con i "fascisti xenofobi"».
Ma come sappiamo la libertà non ha colore!! Se passa questo orrore seguirà a ruota il TTIP (in parte già insinuatosi in Italia). Il trattato schiavista per il quale hanno già sguinzagliato l'ennesimo quisling di turno (di dottrina Montiana) Carlo Calenda Min. Sviluppo, dopodiché vi sarà la totale e definitiva distruzione dell'Italia. Saremo uno Yogurt…alla greca naturalmente!! 
SIAMO IN PIENA DITTATURA ORMAI. A Ottobre mandiamoli a casa (o se preferite…altrove)!!