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venerdì 16 dicembre 2016

RIFORMA DELL'EDITORIA E DELL'INFORMAZIONE


Il pilastro su cui si basa ogni democrazia è: l’informazione libera e corretta. Finché la finanza e le lobby dominano e manipolano l’informazione, la vera democrazia resterà sempre illusoria. In Europa e, in particolare in Italia, l’inganno della cessione di democrazia attraverso le cosiddette “riforme” e trattati UE, è stato possibile soprattutto attraverso la manipolazione mediatica. Una manipolazione ingannevole che si perpetra da decenni. Con crescente ossessione vengono diramate le solite distorsioni di una realtà che nasconde acclarate menzogne. Non vi è nella storia un solo regime anti democratico che non abbia prima agito sulle leve del “credo popolare”; l’ultimo aberrante inganno di massa è sicuramente quello che ci ha portati ad esser schiavi delle oligarchie eurocratiche e delle lobby finanziarie (proprietarie o ai vertici della quasi totalità dei media). Ecco che per una riconquista delle libertà perdute e di una compiuta democrazia resta necessario ripristinare l’informazione, blindandola inoltre da futuri tentativi di influenza da parte dei “gruppi di pressione”. Nessun provvedimento, a mio modesto avviso, è più urgente e fondamentale in Italia di quello qui trattato. L’Italia oggi evidenzia la peggiore informazione in termini di libertà e correttezza nella classifica dei paesi sviluppati (OCSE). Quando dico peggiore intendo dire letteralmente ultima! Mentre nella classifica mondiale la nostra informazione oscilla dal settantesimo all‘ottantesimo posto, una catastrofe che non si era manifestata nemmeno ai tempi della dittatura del pre-repubblicana. 

LO STATO DEL NOSTRO GIORNALISMO
La crisi (il disastro dell’austerità voluto e studiato a tavolino) ha influito e facilitato non poco la drammatica “informazione” italiana. Grazie a questa austerità, le lobby hanno potuto agire in modo ulteriormente facile. Vi riporto come esempio quello relativo alla carta stampata. Il funzionamento dei quotidiani si basa soprattutto sulle voci che seguono.
COSTI PRINCIPALI: stampa, distribuzione e redazioni.
INCASSI: Vendita attraverso le edicole e gli abbonamenti, raccolta pubblicitaria, contributi alla pluralità dell’informazione (dallo Stato)

I CROLLI AVVENUTI
  • Redazioni impoverite di esperienza e di “spessore” rimpiazzate da eserciti di free-lance sottopagati e tenuti costantemente sul fino di lana del precariato selvaggio
  • Crollo della raccolta pubblicitaria annua, circa il 40% meno rispetto al 2011
  • Crollo delle vendite e degli abbonamenti (anche grazie all’espansione dell’informazione free on-line).
Questa sintesi illustra la grave situazione in cui versano le testate ed è evidente che le linee editoriali sono facilmente influenzabili, ad esempio, imponendo ai free-lance la dottrina imposta dai capo-redattori asserviti (pena immediato isolamento/licenziamento o mobbing). Negli ultimi anni si è riscontrato inoltre una maggiore imposizione delle linee dettate dagli esecutivi delle governances, in quanto il contributo statale diviene di fatto vitale ed irrinunciabile per i giornali. I contributi statali, se da una parte alleggeriscono i disagi del crollo della raccolta pubblicitaria, dall’altra conferiscono un peso pericoloso agli spin delle lobby politico-finanziarie.

LE BASI DELLA MANIPOLAZIONE
Da sempre le credenze popolari del "falso" si formano attraverso due fattori: 
1- ripetizione della menzogna, inculcata inizialmente come risposta a domande che la massa non si pone, ma che nel momento in cui il contesto “interessato” necessita di una "favorevole" considerazione pubblica, ecco che la risposta già risiede ben radicata nelle convinzioni del popolo.
2- Attraverso la limitazione di tesi e prospettive alternative, costruendo sulla menzogna una sorta di dogma indiscutibile, un po' come la Fede nell'ambito clericale.
Nello scrivere questo post mi viene naturale andare con la mente al diabolico ed articolato progetto comunicazionale legato alla utopica Unione Europea e all’anomalo Euro. 

L’utopia della UE l’ho già espressa QUI, mentre sull’Euro credo sia già stato illustrato da voci autorevolissime quanto basta per scegliere se schierarsi dalla parte del male o dalla parte del popolo. Aggiungo solo che per attuare l’Euro hanno dovuto stravolgere i piani didattici di molte facoltà di economia per decenni, inoltre hanno stravolto sapientemente il lessico tecnocratico da divulgare attraverso i media, fino a costruire una distorta realtà nell’immaginario della gente su temi legati ad esempio a: debito pubblico, inflazione, svalutazione, spread, monetarismo ecc.
In aggiunta alle distorsioni si evincono inoltre molte omissione, infatti i malfattori hanno evitato ogni chiarimento sulle differenze tra valore del bene (prezzo) e lo strumento che lo misura (moneta), non ultime le differenze tra moneta e valuta, differenze intese come: tra la spesa interna e le interazioni valutarie che interferiscono solo, ripeto solo, negli scambi con l’estero e mai con il panettiere sotto casa. Insomma il piano attuato è ormai evidente in tutta la sua diabolica malafede.

Per questo ed altro si sente la necessità di dare priorità assoluta alla attuazione di una riforma dell’informazione, pubblica e privata.

Premetto che sono favorevole ai contributi di Stato che incentivino la pluralità dell'informazione, ma, a mio avviso, questo incentivo deve essere totalmente riformato.

PUNTI PROPOSTA PER RIFORMA DELL'INFORMAZIONE
1- Abolizione Ordine dei Giornalisti

2- Istituire una Authority di Vigilanza dell'Informazione, pubblico - privata. La CVI si rinnova ogni due anni e non consente rinnovi di mandato ai componenti. Essa verifica e disciplina la corretta informazione, in particolare sulla veridicità di dati e fattori riscontrabili attraverso centri di ricerche ed istituti come ad esempio: ISTAT, CNEL, Ragioneria dello Stato, INPS, Banca d'Italia e altri Enti selezionati, sia pubblici che privati,  al fine di evitare linee editoriali strumentali e continuative non corrispondenti alla realtà dei fatti e alle reali dinamiche economiche che possono divenire fattore di disinformazione e di disorientamento verso il pubblico sui vari trend statistici.

3- Abolizione dei contributi statali ai giornali e media di partiti politici, essi dovranno autofinanziarsi con il già esistente "Contributo pubblico ai partiti politici".

4- Gli organi che disciplinano la libera e corretta informazione e che tutelano il pubblico / cittadino (tutela ad oggi totalmente assente) avrà facoltà di sanzionare o sospendere i contributi dello Stato ai giornali /media che adottano linee editoriali ed informazione non corretta e strumentale, con fini diversi dallo scopo dichiarato.

Seguono punti concernenti:
- Riforma informazione Rai
- Regolamentazione Comunicazione Elettorale
- Regolamentazione Trasparenza Comunicazione finanziaria (banche, assicurazioni, finanza)
- Regolamentazione dei flussi di giudizi delle agenzie di rating
- Regolamentazione sul massimo possedimento media e anti monopolizzazione
- Proposta di legge su "reato omissione di fatti" di rilevanza strutturale verso la società pubblica

continua…





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