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martedì 20 dicembre 2016

LA UE ORMAI COME CHERNOBYL



Tra la inconsapevolezza della "massa" e gli intenti delle élite anti-Stati si è formato un gap tale da portare le due "sfere" a vivere in due mondi totalmente separati ma paralleli.
Il mostro delle lobby politico-finanziarie si è così ampliato che ormai si nutre di se stesso in modo spasmodico, avidamente convulso, senza nemmeno più una logica schematica, ma che verte costantemente verso un'unica meta: la distruzione degli Stati e delle identità finalizzata a dominio e predazione.

Tale scenario evidenzia una perdita di controllo sia verso l'alto che verso il basso (élite / popolazioni). Le élite della UE, in particolare quell'esercito di ben trentatremilacinquecento burocrati-lobbisti che costituisce il "cuore" della Commissione Europea (per figure spietate la parola cuore suona alquanto sarcastica) mi sembrano come quei tecnici di Chernobyl che venivano sopraffatti dal loro stesso sistema ormai fuori controllo, ormai inarrestabile. Ma, mentre i tecnici sovietici compresero che avevano commesso una follia nell'insistere sul tenere attivo un impianto così micidiale quanto pericolosamente inadatto, i signori dell'eurocrazia non mostrano alcun segno di ravvedimento. Anzi continuano ad alimentare la follia eurocratica con barre d'uranio arricchito di un letale mainstream.

Alla base del tetro scenario invece si riscontra un popolo ancora troppo inconsapevole, disorientato e manipolato, che subisce il tutto senza comprendere l'esatta fonte del disastro. La gente, come in ogni situazione di panico generale, cerca di aggrapparsi a qualsiasi spiegazione, qualunque risposta a portata di mano, magari quella più diffusa. Ecco che è proprio qui che entra in gioco la manipolazione mediatica, il mainstream architettato e manipolato delle élite. La colpa è del popolo inefficiente, non abbastanza moralizzato, quel popolo che necessita di urgenti riforme. La colpa è dei giovani choosy e mammoni. La colpa è dell'ultra-tradizionale ragù di mammina. Voi che amate l'Italia: siete dei miseri populisti.

Ne consegue che la gente pur di uscire dal dramma, pur di vedersi in contesti diversi tende ad accettare inconsapevolmente qualsiasi colpa e proposta di cambiamento, anche autolesiva (#BastaunSì) per ritrovarsi poi ancor più piantata nelle mortali sabbie mobili della UE.

I popoli hanno ancora qualche speranza per agire, per non far superare quel punto di "non ritorno", quel disastro che potrebbe avverarsi e per il quale occorreranno generazioni e forse secoli per rimediare alla catastrofe subita, proprio come nel 26 Aprile del 1986 a Chernobyl.

Invito gli italiani a smetterla di concentrarsi sulle dispute da pollaio ma di focalizzarsi con lo sguardo oltre confine. Le atrocità del manifesto di Ventotene, vendute come un "fogno" miracoloso vanno ripudiate fermamente. Il nostro nemico non sta a destra o a sinistra, è un nemico straniero avido e spregiudicato, ha sedi a Bruxelles e Francoforte e si serve di vili traditori che vivono tra noi, travestiti da agnelli e molto spesso hanno la mantellina di color rosso, rosso sangue.
Alle prossime elezioni cercate le risposte altrove e non sulla stampa e in Tv, sceglierete meglio, molto meglio.


 Viva l'Italia, viva gli Italiani, quelli veri.

Carlo Botta                 

venerdì 16 dicembre 2016

RIFORMA DELL'EDITORIA E DELL'INFORMAZIONE


Il pilastro su cui si basa ogni democrazia è: l’informazione libera e corretta. Finché la finanza e le lobby dominano e manipolano l’informazione, la vera democrazia resterà sempre illusoria. In Europa e, in particolare in Italia, l’inganno della cessione di democrazia attraverso le cosiddette “riforme” e trattati UE, è stato possibile soprattutto attraverso la manipolazione mediatica. Una manipolazione ingannevole che si perpetra da decenni. Con crescente ossessione vengono diramate le solite distorsioni di una realtà che nasconde acclarate menzogne. Non vi è nella storia un solo regime anti democratico che non abbia prima agito sulle leve del “credo popolare”; l’ultimo aberrante inganno di massa è sicuramente quello che ci ha portati ad esser schiavi delle oligarchie eurocratiche e delle lobby finanziarie (proprietarie o ai vertici della quasi totalità dei media). Ecco che per una riconquista delle libertà perdute e di una compiuta democrazia resta necessario ripristinare l’informazione, blindandola inoltre da futuri tentativi di influenza da parte dei “gruppi di pressione”. Nessun provvedimento, a mio modesto avviso, è più urgente e fondamentale in Italia di quello qui trattato. L’Italia oggi evidenzia la peggiore informazione in termini di libertà e correttezza nella classifica dei paesi sviluppati (OCSE). Quando dico peggiore intendo dire letteralmente ultima! Mentre nella classifica mondiale la nostra informazione oscilla dal settantesimo all‘ottantesimo posto, una catastrofe che non si era manifestata nemmeno ai tempi della dittatura del pre-repubblicana. 

LO STATO DEL NOSTRO GIORNALISMO
La crisi (il disastro dell’austerità voluto e studiato a tavolino) ha influito e facilitato non poco la drammatica “informazione” italiana. Grazie a questa austerità, le lobby hanno potuto agire in modo ulteriormente facile. Vi riporto come esempio quello relativo alla carta stampata. Il funzionamento dei quotidiani si basa soprattutto sulle voci che seguono.
COSTI PRINCIPALI: stampa, distribuzione e redazioni.
INCASSI: Vendita attraverso le edicole e gli abbonamenti, raccolta pubblicitaria, contributi alla pluralità dell’informazione (dallo Stato)

I CROLLI AVVENUTI
  • Redazioni impoverite di esperienza e di “spessore” rimpiazzate da eserciti di free-lance sottopagati e tenuti costantemente sul fino di lana del precariato selvaggio
  • Crollo della raccolta pubblicitaria annua, circa il 40% meno rispetto al 2011
  • Crollo delle vendite e degli abbonamenti (anche grazie all’espansione dell’informazione free on-line).
Questa sintesi illustra la grave situazione in cui versano le testate ed è evidente che le linee editoriali sono facilmente influenzabili, ad esempio, imponendo ai free-lance la dottrina imposta dai capo-redattori asserviti (pena immediato isolamento/licenziamento o mobbing). Negli ultimi anni si è riscontrato inoltre una maggiore imposizione delle linee dettate dagli esecutivi delle governances, in quanto il contributo statale diviene di fatto vitale ed irrinunciabile per i giornali. I contributi statali, se da una parte alleggeriscono i disagi del crollo della raccolta pubblicitaria, dall’altra conferiscono un peso pericoloso agli spin delle lobby politico-finanziarie.

LE BASI DELLA MANIPOLAZIONE
Da sempre le credenze popolari del "falso" si formano attraverso due fattori: 
1- ripetizione della menzogna, inculcata inizialmente come risposta a domande che la massa non si pone, ma che nel momento in cui il contesto “interessato” necessita di una "favorevole" considerazione pubblica, ecco che la risposta già risiede ben radicata nelle convinzioni del popolo.
2- Attraverso la limitazione di tesi e prospettive alternative, costruendo sulla menzogna una sorta di dogma indiscutibile, un po' come la Fede nell'ambito clericale.
Nello scrivere questo post mi viene naturale andare con la mente al diabolico ed articolato progetto comunicazionale legato alla utopica Unione Europea e all’anomalo Euro. 

L’utopia della UE l’ho già espressa QUI, mentre sull’Euro credo sia già stato illustrato da voci autorevolissime quanto basta per scegliere se schierarsi dalla parte del male o dalla parte del popolo. Aggiungo solo che per attuare l’Euro hanno dovuto stravolgere i piani didattici di molte facoltà di economia per decenni, inoltre hanno stravolto sapientemente il lessico tecnocratico da divulgare attraverso i media, fino a costruire una distorta realtà nell’immaginario della gente su temi legati ad esempio a: debito pubblico, inflazione, svalutazione, spread, monetarismo ecc.
In aggiunta alle distorsioni si evincono inoltre molte omissione, infatti i malfattori hanno evitato ogni chiarimento sulle differenze tra valore del bene (prezzo) e lo strumento che lo misura (moneta), non ultime le differenze tra moneta e valuta, differenze intese come: tra la spesa interna e le interazioni valutarie che interferiscono solo, ripeto solo, negli scambi con l’estero e mai con il panettiere sotto casa. Insomma il piano attuato è ormai evidente in tutta la sua diabolica malafede.

Per questo ed altro si sente la necessità di dare priorità assoluta alla attuazione di una riforma dell’informazione, pubblica e privata.

Premetto che sono favorevole ai contributi di Stato che incentivino la pluralità dell'informazione, ma, a mio avviso, questo incentivo deve essere totalmente riformato.

PUNTI PROPOSTA PER RIFORMA DELL'INFORMAZIONE
1- Abolizione Ordine dei Giornalisti

2- Istituire una Authority di Vigilanza dell'Informazione, pubblico - privata. La CVI si rinnova ogni due anni e non consente rinnovi di mandato ai componenti. Essa verifica e disciplina la corretta informazione, in particolare sulla veridicità di dati e fattori riscontrabili attraverso centri di ricerche ed istituti come ad esempio: ISTAT, CNEL, Ragioneria dello Stato, INPS, Banca d'Italia e altri Enti selezionati, sia pubblici che privati,  al fine di evitare linee editoriali strumentali e continuative non corrispondenti alla realtà dei fatti e alle reali dinamiche economiche che possono divenire fattore di disinformazione e di disorientamento verso il pubblico sui vari trend statistici.

3- Abolizione dei contributi statali ai giornali e media di partiti politici, essi dovranno autofinanziarsi con il già esistente "Contributo pubblico ai partiti politici".

4- Gli organi che disciplinano la libera e corretta informazione e che tutelano il pubblico / cittadino (tutela ad oggi totalmente assente) avrà facoltà di sanzionare o sospendere i contributi dello Stato ai giornali /media che adottano linee editoriali ed informazione non corretta e strumentale, con fini diversi dallo scopo dichiarato.

Seguono punti concernenti:
- Riforma informazione Rai
- Regolamentazione Comunicazione Elettorale
- Regolamentazione Trasparenza Comunicazione finanziaria (banche, assicurazioni, finanza)
- Regolamentazione dei flussi di giudizi delle agenzie di rating
- Regolamentazione sul massimo possedimento media e anti monopolizzazione
- Proposta di legge su "reato omissione di fatti" di rilevanza strutturale verso la società pubblica

continua…





giovedì 1 dicembre 2016

MILIONI APPARSI DAL NULLA, ANZI DAL SI'

BASTA UN SI'…MA SOPRATTUTTO BASTANO TANTI FINANZIERI


Mai prima d''ora s'era vista una campagna così articolata, asfissiante e martellante come quella messa in atto dalla "lobby" pro-Renzi. Oltre al consulente USA Jim Messina, l'ex spin doctor della campagna di Obama, al quale Renzi ha elargito ben 400.000,00 €uro (mi limito alla cifra ufficialmente dichiarata) le azioni di propaganda hanno letteralmente invaso ogni spazio e mezzo, outdoor con affissioni capillari, spot Radio, Tv, giornali, internet-banner, spot youtube, FB, TW, comitati on-line, comitati per eventi di piazza, mailing nazionali, direct marketing a livello mondiale, campagne redazioni, uffici stampa territoriali, nazionali ed esteri, presenze in talk show, pop-up pages che ti escono anche dalle previsioni del tempo, dai brani musicali e probabilmente anche dai siti per adulti. A tutto ciò aggiungiamo stampa per milioni di kit propaganditici. Solo per gli italiani all'estero (i cui indirizzi però sono stati negati al fronte del NO) sono stati stampati oltre 4 milioni di kit (media 2 € cad= 8milioni di €), con busta affrancatura ecc, agenzie pubblicitarie e di media buyer, agenzie di grafica, attacchini, miriadi di tipografi e rotative, personaggi di spicco del governo (con scorta a seguito) in continuo tour in lungo e in largo per la penisola italica, delegazioni mandate in tutto il mondo, fra cui la Boschi con suo entourage, comizi, trasferte in aereo superlux, trasferte in elicottero, affitto sale congressi, gadget e merchandising… studi di research e sondaggi, e molto altro ancora.

Facendo due conti e sapendo che, ad esempio, Cocacola spende circa 50 milioni di euro annui in Italia (limitandosi a spot Tv, merchandising e web), in gran parte concentrandosi in due momenti stagionali, per il solo mantenimento della quota ricordo - QR (secondo l'equazione qui di seguito riportata), ho provato a divertirmi ad ipotizzare le risorse messe in campo dal fronte del Sì che, a sua volta, non deve consolidare una quota ricordo, ma bensì scalzare le considerazioni avverse del NO e addirittura tentare di ribaltare pronostici non favorevoli. Si ipotizzano decine e decine di milioni di euro. 




Come si fa a non andare con la mente al mantra comunicazionale che recita da mesi la lobby del Sì? Essi stanno puntando molto sul concetto "risparmio, ottimizzazione, ecc". Bene cari amici vi posso garantire che il fantomatico risparmio che lorsignori berciano a squarciagola in merito al nuovo pseudo-senato (secondo Corte dei Conti ca. 47 milioni € annui) equivale a briciole rispetto a quanto Renzi & C. stanno spendendo!! 

Devo sottolineare che in termini di budget e di occupazione di "spazio/tempo" sui media, mai come in questa aspra campagna si era visto un divario così palese e sproporzionato. In effetti è come se il  fronte del NO fosse andato in guerra con le cerbottane armate di coppetielli di carta (mio ricordo d'infanzia) per contrastare i carri armati tedeschi dell'esercito €uro-Renziano.




Non vi sembra un paradosso? Fare una campagna per convincere la popolazione che €ssi vogliono ottenere il risparmio e, allo stesso tempo, si scopre che la campagna costa molto di più del risparmio che essa stessa vuole enunciare. Perchè? Fatevela questa domanda, che senso ha tutto ciò? Perchè scendono in campo i giornali dell'alta finanza e lobbisti nostrani e stranieri?  La lobby dei delocalizzatori anti MadeinItaly Confindustria ad esempio. Come mai? Insomma risiamo in una situazione simile a quella recentemente consumatasi in USA, dove da una parte c'era il popolo americano deluso e stremato da una crisi creata dagli speculatori finanziari e dall'altra la stessa finanza speculatrice che tifava contro Trump. Basterebbe guardare la ferocia di questa campagna (dei TG RAI scandalosamente schierati) e la cricca che la supporta a suon di milioni per far insospettire anche il più ingenuo degli italiani. 

Risalta palese la ormai mesta ritirata da parte di Berlusconi (a dire il vero è dal 2013 che è così) che lascia da troppo tempo la scena libera a Renzi ed al PD, complici di tale disfatta anche le redazioni "appecorate" di tutta la sfera Mediaset. Il tecnico Josè Mourigho direbbe  «Non c'è partita», il rapporto è 10 a 0,1.

Aspetto il 5 dicembre, aspetto di rivedere i mezzobusto dei Tg piangere come quelli "amerikani" e inglesi.
Carlo Botta - Twitter page: @BottaAdv