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IL MALE OSCURO DELL'ITALIA

IL MALE OSCURO CHE VUOLE DISTRUGGE L'ITALIA 
Parte Prima

POPOLO SMARRITO
In un contesto in cui la società è malata, malandata, scoraggiata, affranta, impaurita e soprattutto incerta per il futuro, il voto politico ed i consensi specifici che tale società indica vanno letti sempre in modo contestualizzato. In effetti Renzi quando si pavoneggia del voto scaturito dall'ultima tornata delle europee omette alcuni dettagli che invece sono stati determinanti e droganti per l'artificiale esito.

Situazioni analoghe si sono già manifestate in Italia, un esempio esaustivo e ben rappresentativo può essere quello relativo all'Italia nei primi decenni del '900 dove la sfaglio sociale, economico e politico italiano vide il popolo italiano versare in una specie di depressione collettiva, molto simile a quella odierna, nonostante la crisi del '29 ancora non fosse esplosa. Bene i politici di allora approvarono una legge elettorale che desse la governabilità ed il premio di maggioranza già con il 25% del consenso. In quello scenario non fu necessaria tanta magnanimità, fù eletto un leader con addirittura il 65%, Mussolini ed i fascisti salirono al potere (Lista Nazionale Fascisti 60% e Lista Nazionale Fascisti estrema 5%). Vi rimase dal '22 fino al 1943.

SINTESI TRACCIATO ITALICO
Va ricordato inevitabilmente, anche se in poche righe, un tracciato storico dell'Italia, un tracciato che con le nuove generazioni si fa sempre più sbiadito, ma che sotto il profilo storico e della logica azione = conseguenza resterà comunque indelebile.

L'Italia dal dopoguerra ne ha fatta di strada, eccome, tutto partì dal piano di aiuti internazionale per la ricostruzione più noto come Piano Marshall, l'Italia si dette degli obiettivi ambiziosi e molti dei quali li raggiunse, naturalmente i mittenti dei fondi chiesero ed ottennero dei compromessi, primo fra tutti l'estromissione dal governo dei comunisti. L'America voleva la garanzia che non venisse mai messo alcun veto sulle linee difensive puntate verso la Russia da collocarsi nel nord Italia, specie in una eventualità di cedimento della cortina di ferro venutasi a creare in Germania tra il mondo dell'est e dell'ovest.

L'INDUSTRIALIZZAZIONE E LO SVILUPPO
Gli italiani si rimboccarono concretamente le maniche e si dettero da fare. Per la prima volta (ed ultima purtroppo) fu attuato un piano industriale, lo Stato finanziò le potenzialità del bel Paese in tutti i settori, dall'agricoltura alla meccanica pesante, dall'energia alla siderurgia, fino alle infrastrutture. Le aziende Statali e parastatali, le cooperative, e le imprese nate per ricaduta, cioè dagli indotti della grande industria, non ultime la miriade di attività private e del terziario iniziarono a dare grandi risultati di crescita e benessere. Anche la formazione dei giovani, gli istituti tecnici e l'apprendistato avevano l'obiettivo preciso mirato a quel solco strategico e lungimirante che guardava all'occupazione e allo sviluppo. Ecco che negli anni '60 l'italiano si vede motorizzato, passando dalla vespa e lambretta alla utilitaria Fiat, iniziano a comprare la casa e a costruire la società sul lavoro, sulla famiglia e sulle radici cristiane. In soli 8 anni (otto anni), nonostante lo scetticismo degli USA e di gran parte dei paesi del nord Europa, l'Italia riuscì a progettare, iniziare e terminare l'opera che ancora oggi è la più maestosa e difficoltose del continente, tra le più ardue e belle al mondo: L'AUTOSTRADA DEL SOLE con migliaia di cantieri contemporaneamente aperti, viadotti, ponti, gallerie e tant'altro ritenuto a quei tempi impossibile da realizzare. La attuale A1 collegò il nord al sud e nacquero le basi infrastrutturali per la 5a potenza economica del pianeta, quando in molte aree del nord Europa, compresa la Germania si viaggiava ancora su molte strade sterrate e con calessi.

Negli anni '70 l'Italia si vede addirittura tra le prime potenze economiche dell'intero pianeta, ha uno stile tutto suo che diventa sempre più un riferimento di buon gusto per gli altri paesi europei ed extra continentali. Alla fine degli anni '70, esattamente nel '78 l'Italia si vede sopra alla Gran Bretagna, era come se un raccattapalle si scoprisse un giorno al di sopra di Maradona. Ma ecco che qui, proprio in quell'anno scatta qualcosa, una forza oscura che da allora ha remato e tramato sempre più contro il nostro paese.

LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE ED IL MALE OSCURO
Tutto comincia nel '78 con il rapimento Moro, e già lì inizia a delinearsi il cosiddetto Male Oscuro anti-intaliano, un male che la stampa, i libri, le Tv, non hanno mai riportato a sufficienza, almeno al punto necessario da generare una consapevolezza della verità da parte della popolazione. Ma andiamo per ordine, Moro fu rapito dalle BR bis, vale a dire la seconda riformata BR di sinistra estrema che era infiltrata anche dal potere dello Stato stesso. I governanti si rifiutarono di trattare con i brigatisti, ma alcuni personaggi fecero di più, nomi che poi ritroveremo in più vesti nel corso della storia nel gestire il potere dell'Italia. Fra questi Prodi ed Andreatta. Le BR sono vicine ad essere scoperte in quanto una segnalazione avverte le forze dell'ordine di sospetti rumori di alfabeto morse provenienti da un appartamento di via Gradoli a Roma. Misteriosamente tale segnalazione resta inerte, nel frattempo Prodi fa in modo che attraverso i media venga divulgato il nome Gradoli, ma legando il nome non ad una via di Roma ma ad un lago laziale, questa affermazione viene lanciata su consiglio di Andreatta da Prodi, in modo che partano le ricerche del povero Moro nel lago laziale. Gli inquirenti chiedono spiegazione a Prodi circa la fonte di tale Gradoli, agli affermò, che la rivelazione era scaturita non da un informatore vicino ai terroristi, ma da una seduta spiritica. Sta di fatto che i terroristi nell'apprendere la notizia televisiva, vengono allertati dalla parola Gradoli e lasciano il rifugio, proprio mentre la polizia scandaglia in diretta Tv il lago nei pressi di Bolsena.
Grazie all'allarme di Prodi i terroristi la fanno franca ed il povero Aldo Moro incontrò la morte, tragedia probabilmente evitabile senza la inquietante segnalazione camuffata dalla seduta spiritica, ancora oggi non chiarita da Prodi e compari.
Sùbito dopo la eliminazione del Presidente del Consiglio Moro, contrario certe politiche finanziarie liberiste, avviene un'operazione che lo stesso Moro aveva in più occasioni ostacolato, la separazione della Banca d'Italia dal Ministero del Tesoro. Ciampi, il nuovo governatore della Banca del Paese, iniziò ad adottare una politica monetaria più volta ai mercati ed alla speculazione che a quella fino ad allora adottata. Pur avendo copiato il sistema Inglese, la Banca d'Italia smise di fare la garante di ultima istanza al 100%, mi riferisco ai Titoli invenduti sui quali lo Stato ha dovuto pagare interessi imprevisti e soprattutto evitabili (come appunto in Inghilterra dove la Banca centrale provvedeva a "coprire" ogni eventuale titolo). Da allora il debito pubblico iniziò a salire, debito che era  stabilizzato a poco più della metà del PIL. 

DISTRUZIONE PER MANO DELLA SETTA OSCURA
Inizia la distruzione di tutto ciò che l'Italia era riuscita a costruire con fatica e sacrificio. La strategia era di indebolire le aziende statali con regole ragionieristiche, privandole di indebitamento/investimenti su innovazioni e nuovi obiettivi, sostituendo tale strategy con una sorta di pareggio di bilancio, in cui anche se i conti sembravano in ordine (a volte) le imprese perdevano ogni giorno competitività diventando facili bocconi a prezzi stracciati per gli squali speculatori amici del "male oscuro". Prodi dalla regia dell'IRI smantella un patrimonio dello Stato in modo inenarrabile, mortificando grandi potenzialità, vendendo pezzo dopo pezzo industrie, aziende, partecipazioni e tanto altro a prezzi di magazzino, cioè valutando l'azienda non nel valore di mercato e potenzialità ma in base alle scorte e poco più. Cirio e conserve, Motta, Alemagna, Betrolli, Perugina, molte regalate all'amico De Benedetti, dal caso SME alla fine quel favoritismo che Berlusconi denunciava emerge, eccome se emerge, ma intanto Berlusconi fu condannato per altri motivi, mentre il core del problema è stato misteriosamente ignorato, per non parlare dell'Alfa Romeo regalata a costo zero alla famiglia Agnelli (oltre a circa 100 miliardi di lire in favore della Fiat, soldi dei cittadini in decine di anni). Dall'altro fronte altre pugnalate provengono dal "professorone" della Bocconi, che incalza con la cultura della finanza al di sopra dei popoli, anzi i popoli devono essere a servizio della finanza e non viceversa, lo stesso Prof. Nino Galloni in una intervista riporta il suo scontro con Monti, dove cercava di avvertire che il debito pubblico sarebbe diventato un serio problema. Ma lo scontro con Monti sapete cosa comportò? Che il Ministero già allora subì pressioni dai tedeschi (principali fruitori di vantaggi dalla distruzione dell'Italia) con la finalità di allontanare un personaggio come Galloni, troppo amico del popolo e poco delle speculazioni. Galloni dette le dimissioni dopo appena due mesi di incarico alla direzione delle Tesoreria. Nel frattempo si delineavano gli indottrinamenti dell'eurodittatura alle pedine Napolitano, Prodi e allo stesso Monti. Da ricordare il già fallimentare tentativo di affossare l'Italia con la leva della valuta bloccata ed antieconomica per le esportazioni attraverso lo SME. Monti ad un certo punto propone di cedere la nostra riserva aurifera, la seconda del pianeta, ma per fortuna l'Italia decide di tenersi l'Oro e di uscire dallo SME. Nel '92 , appena usciti dalla semi-gabbia dello SME, l'economia ricomincia a galoppare ed in pochi mesi l'Italia pur allineando la Lira a - 30% l'inflazione anzichè salire addirittura scende di mezzo punto assestandosi intorno al 5%.
L'Italia ha visto anche periodi di inflazione a due cifre, ma era supportata da una bassissima disoccupazione.

POI ARRIVA L'EURO
Nel 96 e 97 Amato e la "setta oscura" fanno di tutto pur di far entrare l'Italia nell'Euro al primo turno. Draghi sembra da report secretati, che abbia addirittura falsato i conti, spostando impegni di pagamenti ed anticipando voci di incassi oltre che a manomettere i derivati gestiti da Bankitalia, sull'altro fronte il Governo di sinistra in carica fece le supermanovre di tassazioni mai viste prima compresa la TASSA CLUB €URO MEMBERSHIP e alla fine, pur se per il rotto della cuffia, l'Italia entra in questa disastrosa Eurozona. I nomi famosi come Ciampi, Draghi e Napolitano si scambiano le poltrone tra Banca d'Italia e Presidenza della Repubblica. Gli stessi Napolitano, Prodi e Monti avevano già occupato in Europa poltrone importanti come Commissari e Presidenza della Commissione Europea. Sempre loro, mentre preparavano il tappeto rosso per l'altro adepto della Goldman Sachs Draghi, ormai maturo per la BCE.
E Berlusconi? Già Berlusconi, per chi non lo avesse capito dalla demoniaca figura di onnipotente invece ne viene fuori un quadro di modesto potente rispetto ai nomi innominabili prima citati. Berlusconi viene letteralmente smantellato e non solo, con Draghi a capo della finanza continentale diventa un giochetto annientare il Cavaliere anche sotto il profilo economico-finanziario, tant'è che quest'ultimo si ritira mestamente e lascia spazio al rampollo fiorentino senza se e senza ma, cercando di vivacchiare con quei compromessi, che in altri tempi sarebbero risultati indigeribili.

Ma il bello è che . . .

Continua. . . .

6 commenti:

  1. Complimenti Max, attendo il seguito con ansia.
    Grazie

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  2. Grazie a te. Si domenica lo pubblico insieme ad altre belle sorpresine anti-balordi:-)

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  3. ...Da una attenta lettura dell'articolo su esposto, emerge, chiaramente, la RESPONSABILITA' sia individuale che di ASSOCIAZIONE, dei citati personaggi, finalizzanti il loro agire, all ALTO E TOTALE TRADIMENTO DEGLI INTERESSI DELLE NAZIONI ITALICHE, e allo SMANTELLAMENTO DELLE PIU' ELEMENTARI FORME DI DEMOCRAZIA,,,le quali NON DOVRANNO PASSARE SENZA LA MERITATA PUNIZIONE; PENA; E SECQUESTRO DI TUTTI I BENI LORO INTESTATI, SINO AL TERZO GRADO DI PARENTELA....E, A FUROR DI POPOLO, SIA RICOSTITUITO IL PATRIMONIO PUBBLICO, E LA TESORERIA DELLO STATO, DISSECCANDO I PATRIMONI DEI BANCHIERI; ILLEGALMENTE ACQUISITI......

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  4. Sul rapimento e uccisione di Aldo Moro, eccolo arriva!!

    Nel 2007, in prossimità dell’uscita del libro “Noi abbiamo ucciso Aldo Moro”, scritto con Emmanuel Amara, Pieczenik cambia decisamente versione: rivendicando un ruolo molto diverso nella gestione della crisi: «Vidi che Moro era angosciato e stava facendo rivelazioni che potevano essere lesive per l’Alleanza Atlantica. Decisi allora che doveva prevalere la Ragione di Stato anche a scapito della sua vita».....

    http://www.libreidee.org/2011/05/cosi-fu-lasciato-che-moro-venisse-assassinato-dalle-br/

    Saluti.

    Fabrice

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  5. Altri spunti, eccoli arrivano!!

    Questa, riassume Galloni, è l’origine della “inspiegabile” tragedia nazionale nella quale stiamo sprofondando. I super-poteri egemonici, prima atlantici e poi europei, hanno sempre temuto l’Italia. Lo dimostrano due episodi chiave. Il primo è l’omicidio di Enrico Mattei, stratega del boom industriale italiano grazie alla leva energetica propiziata dalla sua politica filo-araba, in competizione con le “Sette Sorelle”. E il secondo è l’eliminazione di Aldo Moro, l’uomo del compromesso storico col Pci di Berlinguer assassinato dalle “seconde Br”: non più l’organizzazione eversiva fondata da Renato Curcio ma le Br di Mario Moretti, «fortemente collegate con i servizi, con deviazioni dei servizi, con i servizi americani e israeliani». Il leader della Dc era nel mirino di killer molto più potenti dei neo-brigatisti: «Kissinger gliel’aveva giurata, aveva minacciato Moro di morte poco tempo prima». Tragico preambolo, la strana uccisione di Pier Paolo Pasolini, che nel romanzo “Petrolio” aveva denunciato i mandanti dell’omicidio Mattei, a lungo presentato come incidente aereo. Recenti inchieste collegano alla morte del fondatore dell’Eni quella del giornalista siciliano Mauro De Mauro.....

    http://www.libreidee.org/2013/05/italia-potenza-scomoda-dovevamo-morire-ecco-come/

    Cordiali saluti.

    Fabrice

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