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lunedì 19 febbraio 2018

IL LAYOUT DEI MINIBOT di Carlo Botta

Anteprima dell'aspetto grafico dei Mini Bot 

I Mini Bot fanno parte di un'iniziativa lanciata dal Prof. Claudio Borghi Aquilini, economista e responsabile Dipartimento di economia della Lega.

A differenza delle grafiche impresse sulle banconote dell'Euro, dove vengono raffigurati ponti, finestre e figure geometriche prive di qualsiasi identità, i Mini Bot hanno invece voluto rievocare come qualsiasi elemento nazionale personaggi e monumenti che possano ricordare e rappresentare la nostra bella Italia.

Sul fronte sono stilizzati alcuni degli illustri personaggi che hanno contribuito alla storia del nostro Paese, mentre sul retro sono stilizzati monumenti che hanno un legame con gli stessi personaggi. In particolare sono stati scelti monumenti di cattedrali o opere che potessero richiamare anche le nostre radici cattolico cristiane.

La scelta dei personaggi è scaturita da una specie di referendum pubblico indetto attraverso i social network. Ad ogni Titolo di Stato è stato lanciato un tema ed una rosa di personaggi per i quali gli utenti hanno avuto modo di esprimere le preferenze individuali. Ad esempio per il mondo dell'arte - musica fu scelto Toscanini (Mini Bot da 200) o come nella selezione dei "Personaggio di Stato" in cui emerse il nome di Enrico Mattei. L'unico Mini Bot che non è scaturito da una rosa di nomi è quello dal valore di 10 Euro; in quel caso la votazione si limitò ad un Sì o un No per approvare la dedica ai giudici Falcone e Borsellino. É stata una piacevole e partecipata esperienza che ha coinvolto centinaia, forse migliaia di persone.

Oltre ai "referendum" fu lanciato una sorta di concorso per la scelta dello stile e dell'art-work. Ma ancor prima fu scelta la griglia grafica per impaginare le facciate dei Titoli di Stato. Per la parte frontale fu selezionata l'idea di una brava artista polacca (Izabela Nocun') mentre per la griglia della facciata sul retro fu scelta la mia proposta.

Il lavoro di realizzazione ha previsto l'adeguamento della creatività grafica alle esigenze tecniche. Infatti queste tipologie di stampa prevedono una realizzazione al tratto e non fotografica, pertanto una volta ricevuto l'invito ad occuparmi della effettiva realizzazione dei Mini Bot ho dovuto sostituire gran parte del layout e adeguare il tutto in un unico stile e tecnica. Ho cambiato i lettering, le impostazioni, ho inserito una texture che ricordasse la filigrana e soprattutto ho prestato particolare attenzione ai valori cromatici in modo da poter ricordare per ogni singolo Mini Bot la banconota di riferimento a tutt'oggi governata dalla BCE. 

Qui di seguito i layout dell'intera gamma dei Mini Bot.

MINI BOT DAL VALORE DI UN EURO

Carlo Botta

Carlo Botta
Mini Bot dal valore di un euro dedicato ai valori dei diritti, della famiglia e della natalità




MINI BOT DAL VALORE DI 10 EURO

Carlo Botta

Esempio di MiniBot - Buono del Tesoro dal valore di 10 euro. Il MiniBot è stato dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sul retro è stilizzata la Cattedrale di Palermo.




MINI BOT DAL VALORE DI 20 EURO

Carlo Botta
Carlo Botta
Esempio di MiniBot - Buono del Tesoro dal valore di 20 euro. Il MiniBot è stato dedicato alla scrittrice Oriana Fallaci sul retro è stilizzata la Cattedrale Santa Maria del Fiore di Firenze.




MINI BOT DAL VALORE DI 50 EURO

Carlo Botta

Esempio di MiniBot - Buono del Tesoro dal valore di 50 euro. Il MiniBot è stato dedicato al Presidente Sandro Pertini, sul retro è stilizzata la Cattedrale Santa Assunta di Savona.




MINI BOT DAL VALORE DI 100 EURO


Carlo Botta

Esempio di MiniBot - Buono del Tesoro dal valore di 100 euro. Il MiniBot è stato dedicato ad Enrico Mattei, sul retro è stilizzato il palazzo Ducale di Urbino.



MINI BOT DAL VALORE DI 200 EURO

By Carlo Botta
Carlo Botta

Esempio di MiniBot - Buono del Tesoro dal valore di 200 euro. Il MiniBot è stato dedicato al musicista Arturo Toscanini, sul retro è stilizzato il Teatro Regio di Parma.



MINI BOT DAL VALORE DI 500 EURO

Carlo Botta

Esempio di MiniBot - Buono del Tesoro dal valore di 500 euro. Il MiniBot è stato dedicato a Gabriele D’Annunzio, sul retro è stilizzata la chiesa San Cetteo di Pescara.


L'intera iniziativa MiniBot è frutto del lavoro del Prof. Claudio Borghi Aquilini, un progetto vitale per ridare slancio alla nostra domanda interna e avviare il processo di ripristino della nostra sovranità- I MiniBot rappresentano un punto programmatico di governo condiviso e sottoscritto dalla coalizione di centrodestra.

Carlo Botta











domenica 18 febbraio 2018

QUELLI CHE… L’ITALIA DELLA LIRETTA

 Smontata la bufala degli economisti disinformatori


Da semplice cittadino riscontro in modo palese l’abilità del mainstream con cui è riuscito a “politicizzare” alcuni fattori che invece dovrebbero essere considerati come l’abc della logica e della scienza; intendo quei concetti che fanno parte delle regole basilari, come ad esempio accade nella matematica: uno più uno è uguale a due, quindi converrete con me che sarebbe paradossale affermare che le addizioni sono di destra o di sinistra, peggio ancora insistere che tale addizione (1+1=2) è una frase da populisti o da eurofanatici. Eppure tutto questo sta avvenendo da anni con nonchalance e senza che nessuno si degni ad alzare almeno il ditino obiettore.
Una volta mi invitarono a parlare con dei giovani in una scuola in merito al Made in Italy e, appena iniziai a spiegare i fattori critici che scaturiscono dalla valuta comunitaria col cambio bloccato all’interno dell’eurozona (parlavo dei malfunzionamenti dell’euro), gli organizzatori mi invitarono all’istante a saltare il punto giustificandosi che: parlare dell’euro era un argomento politico e quello non era il contesto giusto per farlo! Quindi secondo il mainstream la fluttuazione valutaria è diventata una questione di destra o di sinistra? Assurdo!
Ma andiamo nello specifico, quante volte abbiamo sentito dai protagonisti dei talk show la parola “Liretta”? Magari accompagnata da un irriverente risolino e qualche castroneria tale da far ridere anche gli studenti più svogliati di prima ragioneria? Tante, troppe volte. In questo articolo vorrei appunto chiarire questa che ritengo sia una delle tante scemenze clamorose della manipolazione di massa post-euro e che merita d’essere smontata una volta per tutte.
Per capire bene di cosa parliamo dobbiamo innanzitutto chiarire alcune regole di base e come avvengono certe dinamiche, mi riferisco a ciò che deve esser considerata la normalità, l’ovvio, proprio come “uno più uno è uguale a due”.
L’ITALIA E L’ITALIETTA
1- Partiamo col dire che la valuta in genere esprime le potenzialità di un “sistema paese” e finché tale Stato conserva le sue peculiarità e competitività la valuta che esprime potrà vantare la sua stabilità, al di là del nome con cui viene chiamata, non ha importanze se sono Fiorini, Grivna o uno Yen.
2- In un quadro generale e di sintesi i paesi possono esser suddivisi in due macro-categorie: paesi “materie-primisti” (che vivono vendendo all’estero le loro materie prime) e paesi a vocazione del manifatturiero “trasformatori” (trasformano le materie prime conferendo valore aggiunto). Nella cerchia dei paesi trasformatori esiste inoltre la suddivisione relativa al quoziente della tecnologia, più o meno evoluta ed automatizzata, e al livello qualitativo, che varia dal prodotto di scarsa qualità (di massa) fino alla eccellenza (di nicchie con alta capacità di spesa). L’Italia è sempre stato un paese: trasformatore con altissimo valore aggiunto e leader nelle eccellenze in quasi tutti i settori: agroalimentare, enologo, fashion, automotive, meccanica di precisione, navale, nautica da diporto, fino alla meccanica pesante come l’acciaio, mezzi di trasposto su rotaie, aeronautica e tanto altro, senza trascurare l’altissima tecnologia al servizio dei settori militari e dell’aerospaziale.
Da non dimenticare che l’Italia ha anche una rilevante tradizione nel settore energetico, abbiamo costruito centrali nucleari ed idroelettriche in tutto il mondo e lavoriamo ai messimi livelli nel segmento degli idrocarburi, dalla ricerca alla estrazione, fino alla raffinazione. Vantiamo anche importanti risorse e giacimenti sul territorio nazionale (materie prime).
A tutto questo dobbiamo aggiungere che l’Italia detiene inoltre il più alto patrimonio storico-artistico-monumentale al mondo (circa due terzi dell’intero pianeta) ed è unico in termini di appeal turistico per dodici mesi all’anno, offrendo la più esaustiva offerta, dalla cultura al balneare, dal termale all’invernale, collinare, naturalistico, artistico, enogastronomico ecc.
L’Italia pertanto è un “sistema” indistruttibile (molti asset non sono delocalizzabili, ad esempio nel turistico-monumentale o nell’enogastronomico), basta liberare le proprie potenzialità e può recuperare le proprie posizioni nello scacchiere mondiale con una velocità ineguagliabile, molto più rapida rispetto anche alle potenze come: Germania, Giappone, Usa ecc. Pertanto qualsiasi moneta viene dotata l’Italia, essa esprimerà le competitività e i valori qui appena sintetizzati. E’ anche per questo che la Lira (quindi il sistema Italy) fu premiata come valuta più affidabile e solida dell’occidente nella metà degli anni ’60 (giuria internazionale istituita dal Finalcial Times).
COSA CONFERISCE APPETIBILITÀ A UNA MONETA?
Dobbiamo chiarire una volta per tutte che i paesi non vendono monete ma prodotti!
Pertanto è veramente da sciocchi parlare di monete prestigiose, di “MON€TONI” o di cartastraccia. La moneta ha valore nella misura in cui il paese che la esprime vanti “cose /prodotti” che il mercato può richiedere e comprare. Facciamo qualche esempio pratico uscendo dalle solite e astruse technicalities. Come funziona allora la moneta nello scenario degli scambi? Perchè è indifferente il suo nome e la sua quotazione di scambio iniziale verse le valute di riferimento? Ecco, se la gente comune assimilasse le risposte a queste due domande, sparirebbe dai dibattiti la sciocca parola “Liretta” e coloro i quali incautamente ci hanno speculato facendo “terrorismo mediatico” inizierebbero a fare ammenda.
COME FUNZIONA LA VALUTA NEGLI SCAMBI
Facciamo uno dei classici esempi, Germania – Italia. Prima del 1997 (attuazione del cambio fisso) se volevi comprare una Golf VW l’importatore vendeva le Lire e comprava i Marchi tedeschi (DM) per la transazione. Se le vendite delle Golf salivano, saliva di conseguenza la domanda di Marchi, ciò comportava per la legge di domanda-offerta la penalizzazione del Made in Germany. In che modo si penalizzava? Semplice, il DM veniva quotato più caro e meno conveniente e di conseguenza tutto ciò che veniva prezzato in DM diveniva meno conveniente; di riflesso il Made in Italy si mostrava “magicamente” più competitivo, in quanto, prezzato in Lire veniva quotato con prezzi più appetibili; quindi molte Alfa Romeo Giulietta (segmento di riferimento della Golf VW) partivano per la Germania e si salvaguardava occupazione e fatturati. In effetti non era la Lira a svalutarsi ma era il Marco a rincararsi.
Ma anche tutto questo veniva rallentato in Germania laddove le Alfa Romeo iniziavano ad essere vendute in gran numero e di conseguenza la Lira, recuperando sul DM, faceva alzare i prezzi di tutti i prodotti italiani. Il pingpong degli scambi si auto-regolava e garantiva la longevità sia alle imprese che agli investimenti in ricerca, sviluppo e marketing, questo sia in Germania che in Italia. Con l’Euro invece tali asimmetrie si possono “aggiustare” non più col cambio ma attraverso il dumping dei salari e di una strutturale disoccupazione in grado di comprimere anche i diritti del lavoro. Ecco uno dei motivi che ha creato il disastro in Euro-Zona, ecco perchè la Germania ha smesso di comprare yogurt dalla Grecia e oggi è lei addirittura a vendere yogurt ai greci e pure con la scritta “alla greca”! Questa è pura follia. L’euro è l’unica moneta che viene gestita in modo diverso rispetto a tutte le altre ca. 200 valute del mondo, l’unica che non risponde a nessuna esigenza di Stato e ancor meno quella di un popolo. I target della BCE come noto a tutti non sono quelli di gestire (che gli altri sistemi monetari) la massa monetaria in base agli indici da “sfrizionare” tra occupazione /disoccupazione e inflazione /recessione, niente affatto, la BCE ha come obbiettivo quello di evitare l’inflazione (necessaria tra l’altro per erodere il debito), quindi il sistema monetario dell’euro-zona si basa sulla stabilità dei prezzi agevolando ovviamente i creditori. Ma il rientro alla normalità della gestione monetaria lo rimando a un prossimo articolo.
La valuta di un paese non si svaluta in termini assoluti (come un’auto usata) e nemmeno si rivaluta, essa fluttua a percentuali differenziate con ogni singolo paese a seconda se a quello Stato vende più di quanto compri o viceversa, pertanto potremmo constatare che la stessa valuta stamani si rincara su un mercato e allo stesso tempo diviene più competitiva su un altro. Spero fin qui sia tutto chiaro.
Ora, se i prodotti che fino o ieri sono stati ritenuti appetibili dai cittadini stranieri, anziché essere prezzati in Euro, Lira, Fiorino o altro, venissero prezzati in una moneta che si chiami Leonardo, secondo voi la Ferrari perderebbe potenza in cavalli? Il design e il fashion italiano diventerebbero magicamente pacchiani? Le Beretta da poligono si incepperebbero ad ogni tentativo di sparo? O è una cretinata (se preferite furbata o fake news) sostituire il prodotto con la moneta che lo prezza? Secondo me è una cosa che probabilmente oltre che scorretta è forse anche illegale, in quanto si diffondono cose false mirate a terrorizzare o comunque ad influenzare le masse con bufale ormai inaccettabili.
In fine consentitemi di fare un esempio anche per ciò che riguardano le aree fuori dall’eurozona. Sia in USA che in Svezia i prodotti italiani vengono prezzati in Dollari (usa) e in Corone (Svezia) al di là se in Italia è in vigore l’euro o le conchiglie di madreperla. Una massaia che compra il Parmigiano in Svezia lo vede in vetrina prezzato in Corone, mentre la signora americana lo compra in Dollari. L’unica differenza che potrebbero le due massaie riscontrare nei rispettivi paesi in caso l’Italia tornasse alla sua moneta nazionale è che probabilmente (sicuramente) il prezzo sarà più conveniente rispetto all’attuale e sopravvalutato euro. Quindi traduco: con gli stessi Dollari o Corone le signore potranno comprare il 15, o forse il 25% di Parmigiano in più; secondo voi questo sarebbe un bene o un male per la nostra occupazione? Ora che vi siete dati la risposta continuiamo con l’ultimo chiarimento.
LA LIRETTA VALE MENO DELL’EURO E QUINDI DIVENTERAI PIU’ POVERO.
Ma sarà vero? O è la bufala del secolo?
A quelli della Liretta ricordo che in Giappone hanno lo Yen che vale circa 130 volte meno un Euro, secondo voi sono 130 volte più poveri di noi Italiani? O meglio, i Greci sono 130 volte più benestanti dei Giapponesi? Oppure quando si parla di Liretta si dice semplicemente una delle scemenze più indelebili della storia? Come già detto, i consumatori comprano prodotti e non valute. Le valute servono solo a “misurarne il prezzo”. Ma la follia la si comprende ancora meglio con questo esempio: andare da Roma a Grosseto bisogna percorrere 200 Km, quindi secondo qualche genio dell’economia della Liretta, se misuri la tratta in metri (200 mila) anziché in Km, le due città si dovrebbero allontanare! Ma vi rendete conto della assurdità? Eppure ancora oggi continuiamo a sentire queste baggianate (sempre dai soliti) indisturbatamente e a reti unificate.

In conclusione vale la pena ricordare ancora che qualsiasi valuta viene accettata dal mercato nella misura in cui il Paese che la esprime abbia “cose” che il mercato estero è disposto a comprare (e l’Italia ne ha di cose da offrire credetemi), non ha importanza il suo nome o se all’interno del nostro Stato la moneta nazionale viene espressa in decimali rispetto alle valute di riferimento. L’Italia, come ho detto all’inizio di questo articolo è un “sistema” altamente competitivo e molti asset non sono delocalizzabili, nonostante i tentativi di speculazione e di spoliazione come la Bolkestein ed altre direttive UE, attraverso le quali si cerca di aggirare la “non delocalizzazione” prendendone possesso o controllo dall’estero. L’Italia non divenne la IV° potenza economica del mondo per caso e questo lo sanno in Europa, specie in Germania e in Francia. Sapete qual è il peggiore incubo di Francia e Germania? Vedere sul mercato un Made in Italy prezzato in Grivna ucraine! Forse un giorno sarà chiaro a tutti che il vero scopo di questa pseudo unione comunitaria non è altro che una festa “del Ringraziamento” permanente in cui si vuole che l’Italia rivesta il ruolo del tacchino.
Carlo Botta

giovedì 30 novembre 2017

IL CRIMINE CHIAMATO "PRESTITO VITALIZIO IPOTECARIO"


Molti ne hanno sentito parlare ma pochi sanno quanto sia crudele e immorale questa "truffa" legalizzata. Un vero e proprio sistema per consentire alla finanza (spesso straniera) di mettere le mani sugli immobili degli italiani.

In questo post proverò a spiegare in modo stringato e chiaro i punti salienti di questa orribile trovata. 

Per introdurmi nei dettagli devo fare un paio premesse, la prima riguarda il fatto che la nostra Costituzione, all'Art. 47 recita:

"La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese." 

In tale Articolo della Carta Costituzionale ci sono gli elementi probatori che lo Stato (Governo) ha letteralmente negato i principi di tutela e salvaguardia sanciti dalla Carta; pertanto a mio modesto avviso, questa formula di "esproprio" oltre che di dubbia legalità, è sicuramente immorale.

Sono decenni che i "signori" dell'€uroZona sbavano per l'immenso patrimonio immobiliare dei cittadini italiani. Altra considerazione importante è che stiamo vivendo un trend di forzato declino, un'era in cui per la prima volta le generazioni nuove stanno peggio di quelle precedenti. Mai ciò era accaduto, e parlo da almeno dal dopoguerra. Infatti mai si era visto in Italia giovani ricorrere all'aiuto dei genitori, o ancor peggio, genitori e figli chiedere aiuto ai nonni. Ed è proprio qui che entra in scena il "prestito vitalizio ipotecario" (di seguito PVI).

L'immobile è sempre stato quel legame che consentiva di tramandare i frutti del lavoro e sacrifici delle generazioni ai loro posteri. Una ricchezza che è sempre andata in crescendo in Italia sin dall'inizio del '900. 

Quali sono i punti cardini e gli orrori di questa formula di esproprio?

Il "prestito vitalizio ipotecario" viene concesso agli anziani (più sono anziani e malati e più è facile ottenerlo). In effetti la banca concede una somma pari al 50% ed anche oltre del valore dell'immobile all'anziano. Facciamo un esempio pratico;
ammettiamo che un anziano pensionato voglia aiutare un figlio e rimettere in piedi un'attività o mandare i nipoti all'università (cosa ormai proibitiva per qualsiasi genitore precario); ammettiamo che dispone di un immobile in cui vive dal valore di 150 mila euro.

L'anziano chiede il PVI, un perito effettua la valutazione dell'immobile e su quella base la banca esaminatrice della domanda stabilisce i parametri massimi di erogazione in base soprattutto a:
-valore dell'immobile
-età dell'anziano
-stato di salute (previa perizia medica)
-stato di famiglia e degli eredi

1- Diciamo che la banca accorda all'anziano di 75 anni un prestito di 70 mila euro.

2- Tutti gli eredi (moglie e figli) devono notificare le proprie generalità, indirizzo, stato di famiglia ecc, con impegno di notificare qualsiasi cambiamento del proprio status ogni anno.

3- L'anziano si impegna a sottoscrivere che accetta l'anatocismo (vuol dire che ogni anno verranno applicati esagerati interessi anche sugli interessi maturali negli anni precedenti).

4- Non gli sarà possibile alcuna soluzione rateale futura. L'anziano deve tassativamente restituire capitale ed interessi in un'unica rata. E' stato provato che nell'87% dei casi, dopo appena 5 anni, l'anziano non ha alcuna possibilità di restituire (ripetiamo in un'unica rata) il capitale  e gli interessi sugli interessi maturati. La persona che sottoscrive questa sciagura, dopo appena 5 anni vede la sua esposizione verso l'istituto che gli ha "concesso" il PVI quasi raddoppiata, ritengo sia un vero e proprio "reato d'usura". Dopo appena qualche anno, scatta la trappola, gli interessi sugli interessi, essi salgono oltre a quanto di solito applicano le organizzazioni malavitose di strozzinaggio. Inoltre l'anziano è bloccato sia dalla clausola dell'unica rata che dalla ipoteca gravante sull'immobile. Tali condizioni non consentono facilmente l'accesso in altri prestiti mirati a liquidare il PVI e rateizzare l'esposizione con la nuova finanziaria, ancor meno consente l'accesso ad un eventuale mutuo (ai pensionati mancano le capacità di restituzioni e  si vedono in età avanzata). 

Dov'è la trappola? E' semplice, senza potersi avvalere dell'anatocismo, nessuna finanziaria trova conveniente dare 100/120 mila euro (da che erano 70mila)  a quell'anziano 75enne, che percepisce magari 900 euro di pensione. Pertanto l'unica speranza di estinguere il PVI rimane quella di vincere al Super Enalotto.

5- L'Istituto che ha erogato il PVI di 70mila euro si è tutelato con l'ipoteca sull'immobile e aspetta che l'anziano tira le cuoia (in media una forbice temporale che varia dai 6 agli 8 anni) 

6- Se al decesso dell'anziano non è stato saldato in un unica soluzione l'esposizione (capitale più interessi, + interessi sugli interessi), l'istituto concede agli eredi 12, massimo 18 mesi per attuare le uniche due concessioni: 
a- saldare tutto; 
b- concedere alla banca di vendere l'immobile al prezzo e alle condizioni che lei decide;
tutto questo senza alcuna interferenza (la banca si accontenta di incassare capitale e gli interessi da strozzini calcolati incluso l'anatocismo) e non si impegna affatto a cercare un acquirente più generoso per consentire qualche briciola agli eredi, tale impegno allungherebbe i tempi della riscossione del ricavo che la finanziaria ha atteso con ferocia e cinismo spietati.

In molti casi i crediti dei PVI  passano di mano (cessione del credito tra banche finanziarie) e ogni qualvolta l'anziano e gli eredi si vedono interlocutori diversi, proprietari di fondi/derivati che si succedono con frequenza frenetica. Gli immobili più appetibili vanno a finire in una specie di bacheca cosiddetta "bottino top" che viene costantemente consultata dagli stessi dirigenti degli istituti del circuito PVI e, non raramente, dai politici. Nella bacheca "Bottino top" vengono inseriti quei "bocconi prelibati" che riguardano immobili appetibili con un'esposizione non eccessiva rispetto al valore della casa e con l'anziano prossimo al decesso. In poche parole con pochi spiccioli possono mettere le mani su immobili con lucri spaventosi. Ad esempio, prendiamo un immobile che vale circa 350 mila euro, l'anziano ha chiesto a suo tempo circa 80 mila euro e ora ha 85 anni e deve restituire tra capitale e interessi (anatocistici) circa 150 mila euro, ecco che l'istituto si appropria a breve di quell'immobile e lo vende ad appena 150 mila "all'amico", il quale restituirà in qualche modo il favore segnalando a sua volta un altro caso di "bottino top".

Ora avendo letto questa sintesi, che nella realtà è molto più crudele di quanto non l'abbia dipinta il sottoscritto, immaginate cosa hanno provato coloro un po' più informati su questo trappolone nel sentire una deputata del partito di Governo in Tv invitare gli anziani ad affidarsi a tale crimine. Personalmente ho vomitato guardando la indegna Morani Alessia del PD di cui di seguito ne pubblico il riprovevole video.


Banche, Governo e certi politici dovrebbero non solo vergognarsi per quanto stanno permettendo, approfittandosi di situazioni disperate che essi stessi hanno contribuito a generare, ma soprattutto per la immorale e criminale coercizione a cui sottopongono i nostri nonni.
Maledetti infami!!

Carlo Botta


  







lunedì 18 settembre 2017

BERLUSCONI HA SALVATO L'ITALIA. BERLUSCONI HA FATTO UCCIDERE L'ITALIA



Berlusconi, imprenditore dalle capacità eccellenti, straordinarie. Filibustiere e eroe al tempo stesso. Risorsa per la libertà del popolo, strumento di sterminio della sovranità d'Italia. Berlusconi è "tanta roba" nel bene e nel male.

Gli italiani, tutti, dovrebbero ringraziare il Berlusconi del '94, colui che per primo capì (grazie anche a Craxi) che la vicenda di "Mani Pulite" non era altro che uno step basilare di quel progetto di cui oggi ne subiamo le conseguenze. Quella "scesa in campo" ruppe le uova nel paniere alla sinistra e a quella orda di anti-Italia che già si muoveva al guinzaglio dell'ordoliberismo, quella forza oscura che mirava a smantellare lo Stato e privatizzarne anche l'aria.

Sì, che piaccia o no, fu Berlusconi a posticipare di oltre un decennio il genocidio bianco dell'Italia. Per vent'anni mai si era vista in occidente una macchina da guerra più spietata dell'antiberlusconismo. Procure ossessionate come i cacciatori di streghe del medioevo, disposte a lavorare anche di notte, di domenica compresa. Magistrati con l'occhio attaccato al buco della serratura della camera da letto del Cavaliere, stampa, tv, intellettuali, film, attori, spot, satira (diciamo satira), festival di San Remo, Tg, talk show, pazzi armati di statuette, e chi più ne ha più ne metta, tutti accoratamente ad urlare "Berlusconi dimettiti". 

E il patetico  Bersani lo ricordate? Un disco rotto che sbraitava contro il Governo di CDX (giustamente) quando scoprì che la disoccupazione giovanile al nord era arrivata (2011) al 18% con una media nazionale al 29,6% (oggi è oltre il 40% per ciò che riguarda i censiti e oltre il 50% quella reale, con punte del 60% al sud).

Ma del verminaio di Forza Italia e CDL è doveroso anche ricordare i quisling e i voltagabbana della peggior specie. Coloro che hanno "rubato" il voto agli anti-sinistra per portarlo a questa finta sinistra. Come possiamo dimenticare i vari Fini, Sacconi, Chichitto, Schifani, Lupi…fino a deprimersi con il nome di Alfano! 

Il PPE è il nostro vero nemico, la sinistra è un semplice emissario che lega l'asino laddove gli viene ordinato. Gli ordini arrivano puntualmente da lettere della BCE o direttamente dalle banche mondialiste. Tutte le lobby oggi hanno sede di rappresentanza a Bruxelles vicino al quartier generale dell'ordoliberismo, proprio alla porta accanto a quella del PPE.

Oggi Berlusconi non può sottrarre Mediolanum al dominio della BCE, come non può fare a meno della sinistra per salvaguardarsi dalla scalata Vivendì.

Insomma cosa posso dire, grazie Silvio. Grazie ma ora per favore fatti da parte.