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sabato 25 marzo 2017

AMAZON E IL PIANO PER AMMAZZARCI

AMAZON: STUPRI SENZA REGOLE


Dopo vari appelli caduti clamorosamente nel vuoto a diverse testate televisive e stampate e, tenendo ben presente i timori di alcune PMI circa le ritorsioni da parte dei "forti" (multinazionali e loro amici) verso i deboli (le nostre PMI), ho deciso di anticipare questo post per iniziare una "campagna denuncia" verso quanto sta commettendo indisturbatamente e con estrema ferocia Amazon nei confronti dei nostri imprenditori.

Guardando l'attività del colosso americano dal lato del consumatore sembra tutto meraviglioso, con pochi clic si fanno acquisti e si ha una tutela della transazione ed acquisto a dir poco generosa. E' vero. Ma tutto questo nasconde un qualcosa di veramente orribile, e a tratti, probabilmente illegale.
Leggendo di seguito si potrà avere un'idea di cosa voglia dire il turboliberismo, un mercato senza la regolamentazione del "moderatore Stato", senza alcuna tutela per operatori, lavoratori e consumatori, e soprattutto si potrà avere una visione più realistica della filosofia devastante nascosta in quei nefasti trattati di libero scambio come ad esempio il CETA o il TTIP, omissioni che invece nella realtà già con esempi come Amazon possono rivelarne alcuni aspetti inaccettabili ed in contrasto con i nostri princìpi legislativi e costituzionali. I trattati citati hanno come fine-target quello in cui i forti hanno mano libera per "uccidere" i deboli, dove per perseguire il "Dio profitto" si rende legale sia la schiavitù che la scorrettezza (a volte frode) commerciale.
A questi LINK1  VIDEO-RAI è possibile farsi un'idea della schiavitù applicata laddove vengono meno le tutele e diritti nel lavoro dipendente in casa Amazon.

In Italia era previsto (dai "piano-regolatore-commercio") un equilibrio tra negozi tradizionali ed autoctoni rispetto alla grande distribuzione (GDO), queste regole hanno preservato per decenni 'le economie territoriali e la salvaguardia delle retribuzioni. Infatti nessun negozio territoriale potrebbe competere con i poteri di approvvigionamento e di marketing rispetto alle grandi catene organizzate, ecco che il "moderatore"(lo Stato/Comuni) aveva stabilito per anni leggi che limitassero i metri quadri della GDO rispetto ai negozi classici in base ai dati demografici ed economici delle aree urbane. Questo ha consentito, laddove rispettate le regole, un equilibrio accettabile per consentire a coloro del posto di poter sopravvivere e contribuire sulla "ricaduta" di ricchezza ridistribuita a livello locale attraverso la spesa stipendiale, gli scambi tra PMI dell'area e soprattutto alle contribuzioni erariali che in parte restavano sul territorio, evitando che si evaporassero in chissà quale paradiso fiscale (vedasi il modus operandi delle multinazionali). Vedremo che tale equilibrio, non solo è stato compromesso, ma è addirittura totalmente alla mercé dei più forti a scapito dei più piccoli.

Andiamo per ordine. Chi è Amazon? E' un colosso dell'e-commerce statunitense con sede a Seattle nello stato di Washington. Mentre in Europa ha il suo quartier generale, guarda caso, in Lussemburgo. Nel 2014 Amazon già superò i 60 miliardi $USA di fatturato (mi limito quello ufficialmente dichiarato). Il patron di Amazon è Jeff Bezos, considerato da molti uno schiavista (aggettivo preso dai titoli di molti giornali esteri), ma soprattutto una figura ossessionata da idee napoleoniche mondialiste. Bezos si vede imputato in più paesi (tra cui Germania, Francia e Giappone) per violazioni dei diritti dei lavoratori (laddove ancora esiste qualche briciola di tutela sindacale). Amazon è inoltre al centro di innumerevoli querele ed esposti per scorrettezze commerciali e, ultimamente, anche per reati di appropriazione indebita.

IL MONDO E-COMMERCE AMAZON LATO VENDITORE

Cerchiamo di capire il modus operandi dello stupro quotidiano del colosso impunito ai danni delle nostre PMI e della nostra economia.

BENVENUTO ALL'INFERNO
Amazon ti fa sentire come Alice nel paese delle meraviglie, snocciolandoti dati e opportunità faraoniche. La tua azienda versa in difficoltà commerciali? Vuoi incrementare gli affari? Ecco, noi di Amazon ti offriamo una vetrina vincente in cui puoi esporre e vendere ai NOSTRI clienti.

In primis devi firmare un complesso contratto, ed accettare l'applicazione del loro regolamento denominato "Dalla A alla Z". Tale regolamento è viziato dalla possibilità di mutare unilaterlamente secondo esigenze e facoltà che solo Amazon decide (simpatico fattore).

DATI SENSIBILI E INTROMISSIONI SELVAGGE
Periodicamente Amazon ti obbliga a trasmettere le fatture dei tuoi acquisti in cui riportare i tuoi riferimenti di approvvigionamenti (con la scusa di certificare la provenienza legale e la autenticità dei prodotti che vendi). Con quei dati, che tornerebbero preziosissimi per ogni vostro concorrente, Amazon in molti casi ha scalzato la PMI fino a farla fallire. Sintetizzo il come riportando un esempio avvenuto recentemente. Un noto distributore di arredamento, dopo anni di sacrifici e ricerca nel individuare i migliori fornitori e riferimenti per implementare una gamma di mobili vincente, decise di affidarsi al market-place Amazon. Dopo gli ottimi risultati sia in Italia che all'estero, Amazon entrata in possesso dei dati contabili dell'azienda e inizia a contattare direttamente tali terzisti strappando prezzi di approvvigionamento ancor più vantaggiosi (ci mancherebbe, con la documentazione in suo possesso Amazon era facilmente in grado di sapere fin dove poter tirare la corda nella contrattazione); esercitando tra l'altro il suo sproporzionato potere d'acquisto. In poche parola Amazon laddove fiuta l'affare si attiva per interagire direttamente con il tuo indotto e ti sostituisce.

Prima ti fa indebitare, ti obbliga a rivedere i tuoi standard, ti fa assumere personale per accelerare il servizio ecc… poi senza alcuna spiegazione e preavviso ti chiude l'account e si appropria di quello spazio di e-commerce che ti eri creato. La cosa più eclatante è che quando ti chiude il "negozio" on-line, tutti i soldi degli incassi che Amazon aveva raccolto e che ti doveva trasferire, odite, odite, vengono bloccati!! Beffardamente ti invitano ad assistere tutte le post-vendita ma (assurdo) con l'account chiuso non hai alcuna possibilità di accedere nel form che ti consente di interagire con i clienti/acquirenti!! Pazzesco ma è così. Intanto, ormai rassegnate, le aziende richiedono almeno indietro i loro soldi delle vendite con i quali devono a loro volta pagare la merce acquistata dalle fabbriche e dai vari fornitori, oltre che necessarie alle utenze e spese stipendiali. Amazon in tale fase (e dopo non pochi solleciti) ti scrive: " Gentile venditore gli incassi per ora sono bloccati a tutela di eventuali rimborsi da effettuarsi in caso di reclami da parte dei nostri clienti, pertanto potrà contattarci tra novanta giorni. Non scriva altre mail all'indirizzo di Amazon Performances, non riceverà alcuna risposta fino alla data anzidetta". Non hai alcun recapito telefonico che ti colleghi con il team Performance e non hai alcun interlocutore con cui protestare. Passati i novanta giorni Amazon, a fronte della tua legittima richiesta di riavere i tuoi soldi ti risponde " Gentile Cliente abbiamo preso atto della sua richiesta, stiamo analizzando la sua posizione, potrà contattarci di nuovo tra 60 giorni. Non scriva altre mail all'indirizzo di Amazon Performances, non riceverà alcuna risposta fino alla data anzidetta". 

E si attiva un circolo infinito. Non sai quanti soldi ti sono rimasti, Amazon ha la facoltà di rimborsare chiunque lo richieda e a tua insaputa, con i TUOI soldi fanno i generosi. Spesso ci sono consumatori che fanno finta di non aver ricevuto la merce (acquistata con consegna postale o non tracciabile) e Amazon magnanimamente rimborsa senza alcuna verifica. Intanto l'azienda molto spesso chiude (con la gioia del mondialista napoleonico Bezos e soci). 

IL GIOCO DEI FEEDBACK NEGATIVI
Se la consegna arriva 12 ore o un giorno in ritardo dal previsto, rischi un feedback negativo e questo fa declassificare la tua visibilità e Amazon ti rende meno visibile e performante nelle vendite con relativo calo di fatturato nonostante tu abbia investito su nuovo personale (come imposta da reg. "Dalla A alla Z"), anche se le cause sono da attribuire al corriere o alle Poste. Ma anche qui abbiamo notato che per alcuni "furbetti" amici degli amici i feedback possono essere mutati o addirittura cancellati. Quindi i piccoli venditori alla fine restano "cornuti e mazziati". E pensare che tutto il "disco vendita" (per dirla alla Renzi) di Amazon si basa proprio sulla "serietà" dei feedback dei clienti!!!   

L'INFERNO SENZA USCITA…Continua